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	<title>Das Humankapital</title>
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	<description>un blog folle e affamato</description>
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		<title>Das Humankapital</title>
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		<title>Scusate il disturbo, ma sono ancora qua! Eh già!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 00:22:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certo che ricevere messaggi con lo stesso testo, ammetto che fa un po’ piacere… è vero è un po’ che non scrivo… ma non perché sono a corto di idee o perché voglia prendermi una pausa… ma semplicemente perché dopo &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/24/scusate-il-disturbo-ma-sono-ancora-qua-eh-gia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=912&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Certo che ricevere messaggi con lo stesso testo, ammetto che fa un po’ piacere… è vero è un po’ che non scrivo… ma non perché sono a corto di idee o perché voglia prendermi una pausa… ma semplicemente perché dopo due anni di onorata attività il mio computer ha deciso di prendersi una pausa di riflessione… e così mi son ritrovato orfano del mio caro amico… quindi niente paura stiamo tornado… un attimo di pazienza&#8230;<span id="more-912"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In questi giorni, di assenza forzata, mi son ritrovato a scartabellare tra le mie carte ed ho ritrovato un piccolo foglietto con un pensiero di Nietzsche <em>“si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidigia , del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una grande quantità d’energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare”</em>, un pensiero del 1881… ecco quando leggete, pensate e riflettete sui miei pensieri, sulla mia critica al sistema lavoro (attuale)&#8230; pensate alle parole di Nietzsche, partite dalle sue parole. In molti forse non sopportano o considerano controproducente portare nei vari post, citazioni o riflessioni&#8230; è vero può esser noioso&#8230; molto&#8230; ma mi chiedo come si possono capire certe riflessioni se non si capisce come ci si è formati? Questo blog vuole solo promuovere la valorizzazione della gestione del capitale umano, che è gestione di persone! esso come ho più volte detto è una narrazione! ed in ciò che scrivo ognuno, se vuole, scopre e riscopre se stesso&#8230; per me il blog è solo un modo per condivide i miei pensieri siano essi giusti o sbagliati&#8230; rimangono i miei pensieri, pensati!</p>
<p style="text-align:justify;">Questo blog è un modo per rompere quel sistema che vorrebbe il mio pensiero ridotto ai minimi termini, che m&#8217;impedisce di vivere perchè mi fa sopravvivere!</p>
<p style="text-align:justify;">So perfettamente che la vita reale è dura&#8230; è dura sentirsi dire centinaia di volte <em>Le faremo sapere</em>, è dura non poter costruire la propria famiglia, non poter progettare&#8230; è dura girare per stand, lasciare curriculum,  e sentirsi soli con tanta gente&#8230; è dura aprire un giornale e sentirsi dare dello sfigato un giorno si e l&#8217;altro pure! è dura&#8230; eh si è dura! soprattutto quando vorresti gridare al mondo <em>Oh che qua non si campa d&#8217;aria! voglio la mia vitaaaa</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ma la durezza del nostro tempo non deve mai farci smettere di sognare il nostro futuro! Abbiamo una grandissima responsabilità, abbiamo trovato un mondo precario e incerto, abbiamo il dovere di lasciare un mondo stabile e sicuro! Lo dobbiamo a noi e ai nostri (futuri) figli!</p>
<p style="text-align:justify;">p.s. la citazione è tratta da Aurora&#8230; una parola che adoro, adoro l&#8217;idea che la mia vita vita, i miei sogni stanno sorgendo ed io ne sono il protagonista&#8230; lanciatevi sempre nelle vostre aurore</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dashumankapital.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dashumankapital.wordpress.com/912/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=912&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro2020.eu</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 21:25:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni, accedendo al blog in molti hanno notato un contatore che riportava al 13 febbraio&#8230; chi segue questo blog, sa ormai da mesi, che porto avanti una riflessione sul sistema lavoro ed in particolare sulla gestione del &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/13/lavoro2020-eu/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=910&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">In questi ultimi giorni, accedendo al blog in molti hanno notato un contatore che riportava al 13 febbraio&#8230; chi segue questo blog, sa ormai da mesi, che porto avanti una riflessione sul sistema lavoro ed in particolare sulla gestione del capitale umano, perciò dall&#8217;incontro tra Das Humankapital ed un amico di questo blog, il prof. Gianni Vattimo, è nata tutta una riflessione che nel mese di ottobre è confluita in una conferenza, alcuni di voi l&#8217;hanno seguita dal vivo e altri in via streaming, ora da quella riflessione nasce un sito, Lavoro2020, ritrovabile qui <a href="http://lavoro2020.eu/">http://lavoro2020.eu/</a>, e tra qualche mese&#8230;. hihihi bè lo scoprirete solo aspettando <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> &#8230;<span id="more-910"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il sito sarà una piattaforma in cui sarà possibile ritrovare documenti sul mercato del lavoro e sulle prospettive della gestione del capitale umano&#8230; Ora, come è stato per questo blog, è un sito in &#8220;collocazione provvisoria&#8221;, ma mi auguro che molti di voi vorranno seguirmi in questa nuova e straordinaria avventura!!</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiate sempre il coraggio di andar incontro ai vostri Sogni, non aspettano altro!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dashumankapital.wordpress.com/910/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dashumankapital.wordpress.com/910/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=910&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Seduto su una panchina&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 23:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per molti anni il sabato mi svegliavo, mi gustavo il mio latte e caffè… alle 10.20 prendevo un treno… arrivavo a Bari e dopo una lunga camminata… mi sedevo su una panchina… aprivo un libro e leggevo… credo che sia &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/12/seduto-su-una-panchina/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=904&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per molti anni il sabato mi svegliavo, mi gustavo il mio latte e caffè… alle 10.20 prendevo un treno… arrivavo a Bari e dopo una lunga camminata… mi sedevo su una panchina… aprivo un libro e leggevo… credo che sia meraviglioso leggere un libro in riva al mare… ci sono libri che ti aiutano a sognare, libri che ti fanno crescere, libri che ti fanno innamorare… e poi ci son libri che ti fanno vivere… ahhh quanti libri che ci sono… c’è una frase di Erasmo da Rotterdam che secondo me sintetizza alla perfezione il mio rapporto con i libri <em>Se ho dei soldi compro libri, poi cibo, e infine qualche vestito</em>… <span id="more-904"></span>ecco io, Seduto su quella panchina ho sognato, vissuto e visto mondi bellissimi… seduto su quella panchina ho capito che il tempo è solo una convenzione, che la vita va vissuta al massimo inseguendo le proprie passioni… seduto su quella panchina ho visto il mondo, il mio mondo crescere e diventare adulto… non so perché ma quando, qualcuno legge questo blog, e mi dice che “le mie priorità restano sempre le stesse” , anche se passano i giorni, i mesi e gli anni… io penso sempre a quella panchina! Credo che quella panchina mi abbia insegnato molte più cose di quelle che possa immaginare, mi ha insegnato il valore del tempo, il valore del resistere, del credere… mi ha dato la possibilità di sognare L’infinito, che bello che è quel sonetto di Leopardi… io seduto su quella panchina ho imparato che parlare di Lavoro, di gestione del capitale umano, significa principalmente parlare di Uomini e Donne,significa parlare di Persone… ho imparato che il Lavoro è fatica, ma è soprattutto lo strumento che ci permette di realizzare la nostra Vita! Perciò non credo di sbagliare se negli scorsi post, ho parlato di ciò che rende la nostra vita perfetta, l’Amore! Un’azienda è fatta di persone, persone che vivono, sognano e credono, persone che amano… chi si occupa di Gestione del Capitale Umano non può non dimenticare ciò che Kandola e Fullerton nel 1994 scrivevano “le persone sono diverse una dall’altra in molti modi – per età, genere, razza, cultura, etnie, scolarità, valori, aspetto fisico, intelligenza, personalità, esperienza, abilità, forza fisica e modo di approcciarsi al lavoro. Guadagnare il vantaggio della diversità significa imparare, comprendere e apprezzare queste differenze e progettare un luogo di lavoro che sviluppi questi valori – diventando abbastanza flessibile da accogliere bisogni e preferenze – per creare un ambiente motivante e accogliente.” È nella valorizzazione della diversità, nella valorizzazione dell’unicità che ognuno di noi è, che si ritrovano le buone prassi di Gestione del Capitale Umano, è nell’amore che ognuno di noi inserisce nella realizzazione del nostro lavoro, che l’azienda cresce e vince la sfida dei mercati! Non esistono altre strategie gestionali! La monotonia della precarietà ha prodotto l’incapacità del progetto familiare, ha prodotto la precarizzazione di quel bellissimo sentimento che è l’Amore.</p>
<p style="text-align:justify;">È seduto su quella panchina che ho imparato la difficoltà della valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno dei processi produttivi! Se mi cerchi, non mandarmi una email, non chiamarmi, non mandarmi un sms… se mi cerchi, se mi cerchi veramente prendi un libro e vieni… io sono su quella panchina in riva al mare… ad apprendere cos’è la gestione del capitale umano…</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dashumankapital.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dashumankapital.wordpress.com/904/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=904&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>C’è un tempo….</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:31:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che bella che è questa canzone&#8230; è così tanto affascinante&#8230; Avete mai pensato a quanto è difficile creare dei legami? Nelle ultime ore, non faccio che pensarci, non faccio che pensare a come il tempo, riesca a modificare i rapporti &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/07/ce-un-tempo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=898&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/07/ce-un-tempo/"><img src="http://img.youtube.com/vi/xLquEK6m0o8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">Che bella che è questa canzone&#8230; è così tanto affascinante&#8230;<span id="more-898"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Avete mai pensato a quanto è difficile creare dei legami? Nelle ultime ore, non faccio che pensarci, non faccio che pensare a come il tempo, riesca a modificare i rapporti fra le persone, fra due persone che si amano per esempio… fra due persone amiche… fra due conoscenti … pensate a come si modifichino velocemente i legami sui posti di lavoro! Spesso se ci riflettete ci mettiamo un sacco di tempo a capire a comprendere cosa cavolo sia successo… eppure capita che in neanche poche settimane si passi da quella voglia smisurata di sentirsi e farsi sentire… al non ho voglia… al negarsi… al non esserci…</p>
<p style="text-align:justify;">Avete mai pensato a quanto è difficile creare dei legami? Al tempo e alla cura con cui ci dedichiamo all’altro.. alla passione che poniamo nel costruire quel legame d’amore… con tutte le sue paure…le sue ansie… oggi pensavo che c’aveva proprio ragione il filosofo tedesco quando in Zeit und Sein scriveva<em> Noi non diciamo : essere è, tempo è, ma: c’è l’essere, c’è il tempo</em>… e si aveva proprio ragione Heidegger <em>Invece di “è”, noi diciamo “c’è”. </em>Pensate a come le parole, i concetti per così poco si modifichino… eh si pensate a come due semplici frasi possono rappresentare concetti completamente opposti, Fromm per esempio sosteneva che <em>L’amore immaturo dice : “Ti amo perché ho bisogno di te” </em>mentre <em>L’amore maturo dice : “Ho bisogno di te perchè ti amo”</em></p>
<p style="text-align:justify;">Pensavo al tempo, pensavo a come il tempo non mi abbia cambiato… a come i miei sogni continuano ad esser qui… vivi… pensavo… pensavo … che adoro realizzare i miei sogni… fra qualche giorno (lunedì 13) sarà accessibile un sito su cui sto lavorando da un mesetto nel quale saranno scaricabili, relazioni, report, sentenze, direttive che riguardano il mondo del lavoro… lo so’ non è una grande cosa, ma Das Humankapital aveva bisogno di un nuovo spazio… o forse avevo, solo, bisogno di nuovi stimoli!</p>
<p style="text-align:justify;">In sto periodo è stupendo andar in campagna… sarà anche che fino alla scorsa settimana c’era un tempo meraviglioso… ecco camminare tra gli alberi d’ulivo mi piace… è così rilassante… un po’ è come ritrovare me stesso, la mia famiglia… quando ero piccolo mi piaceva andare in campagna con mio nonno, mi piaceva quel suo rito settimanale del giovedì… e mi piaceva ascoltarlo mentre parlava… come mi piace, oggi, ascoltare mio padre… parlare della campagna… mi da un senso di appartenenza… è un piccolo rito… che mi riporta indietro nel tempo e soprattutto lo ferma (o cmq mi da questa sensazione)!</p>
<p style="text-align:justify;">Nella mia vita, credo di aver fatto tanti casini, ma ho imparato sempre tante cose dai miei errori… ho imparato che la vita va vissuta con passione… che non bisogna mai perder la speranza… mai perder i propri sogni (perché è lì che uno poi inizia a morire)… ho imparato che da ogni piccolo incontro s’impara sempre qualcosa… ho imparato che uno può sbagliare, ma che può esser sempre perdonato… ho imparato che le imprese più difficili sono pur quelle più affascinanti… ho imparato che ha senso correre solo se si sa andar piano… ho imparato che il sorriso di una donna è forse una delle cose più complicate e meravigliose che possano esistere… ho imparato che bisogna sempre lasciarsi sorprendere dalla vita… Ma soprattutto ho imparato che come diceva Il Piccolo Principe… <em>Amare è donare tutto se stesso senza nulla chiedere&#8230; amare è non dire mai&#8230; mi devi</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Perciò è sempre il vostro tempo… non Trascuratelo!</p>
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		<title>E poi ti voglio far un regalo…</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 00:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadepalma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanti ma tanti anni fa una mia cara amica, forse una delle persone più belle e preziose che la vita mi abbia mai regalato, si alzò una mattina, si vestì prese un pacco… si recò in posta e lo spedì! &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/05/e-poi-ti-voglio-far-un-regalo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=891&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Tanti ma tanti anni fa una mia cara amica, forse una delle persone più belle e preziose che la vita mi abbia mai regalato, si alzò una mattina, si vestì prese un pacco… si recò in posta e lo spedì! Quel pacco conteneva un libro… e quel pacco era diretto a me! Il libro, era il suo libro… uno dei libri più difficili da legge e da capire (almeno secondo me) o comunque è il libro che più di tutti mi ha insegnato cos’è la vita… Il Piccolo Principe… <span id="more-891"></span>Oggi ho letto un po’ il blog e mi è tornata alla memoria una frase di quel libro Si rischia di piangere un poco se ci si è lasciati addomesticare… ed un po’ mi son soffermato su quanto è <em>misterioso il paese delle lacrime.</em> Credo sia profondamente bello rileggere e scoprire quanta strada si è fatti in un solo anno… è vero gli ultimi due post sono stati complicati e difficili, perché un po’ ho dovuto raccontarmi e raccontare ciò che in questo periodo vivo… un po’ ho raccontato ciò che ci fa sentir vivi, l’amore… perché l’amore è la realizzazione di sé! Mi ha sempre affascinato la parola che Antoine utilizza Addomesticare, anche perché ne da una spiegazione meravigliosa infatti se dovessimo chiedere alla volpe il suo significato, bè più o meno ci direbbe che  <em>&#8221; E&#8217; una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…&#8221; &#8221; Creare dei legami?&#8221; &#8221; Certo&#8221;, disse la volpe. &#8221; Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell&#8217;altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.&#8221; &#8221; Comincio a capire&#8221;, disse il piccolo principe. &#8221; C&#8217;è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…&#8221;  &#8220;E&#8217; possibile&#8221;, disse la volpe &#8220;capita di tutto sulla terra…&#8221; &#8220;Oh! Non è sulla terra&#8221;, disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: &#8221; Su un altro pianeta?&#8221; &#8221; Sì&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Io, come un po’ tutti, vorremmo sempre esser un po’ addomesticati, ma certe volte è complicato, si commettono errori, errori ed ancora errori&#8230; e certe volte non basta chiedere scusa! Certe volte ad esser addomesticati si ha paura… ma questo è l’amore! Forse dovremmo imparare che Esser addomesticati è forse la cosa più bella che ci può capitare… forse dovremmo sempre aver il coraggio di esser addomesticati e di addomesticare! Ma ciò che spesso ci inquieta è come farlo? E allora perchè non richiederlo alla volpe, che ci direbbe che</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Bisogna essere molto pazienti, rispose la volte. In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell&#8217;occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po&#8217; più vicino….&#8221;  Il piccolo principe ritornò l&#8217;indomani. &#8221; Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora&#8221;, disse la volpe. &#8221; Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell&#8217;ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Eh si, ciò che forse in questi anni abbiamo perso sono i riti, perché i contratti atipici sono un po’ monotoni&#8230; diciamolo&#8230; eh si… la loro monotonia si ritrova nei bassi salari, nel non poter costruire una famiglia, nel non poter costruire un progetto a lunga scadenza… sono monotoni perché finiscono… era così bello quel rito di concluder i propri studi, entrare nel mondo del lavoro, sposarsi, avere dei figli… andare in vacanza… veder crescere i figli, se mai comprarsi una casa, una macchina… eh come era bello il rito di una società che si basava sulla famiglia! La famiglia non è una parola che si butta lì in un marasma di parole… la Famiglia è un progetto, un progetto a lunga scadenza… e non importa che famiglia abbiate&#8230;  importa il Progetto! E quel Progetto si basa sicuramente sull’Amore! che è poi quello che ho tentato di descrivere nei due post precedenti… un padre che racconta a suo figlio l’amore per sua madre… una famiglia serena, felice… Viva! certamente con mille problemi&#8230; ma pur sempre con un progetto. Spesso però, la non realizzazione di se stessi, perché è realmente faticoso esser se stessi, provoca sofferenza, disagio, inquietudine, ciò che viviamo è descritto in maniera precisa da Alain Ehrenberg, un sociologo francese che ne La società del disagio (se potete leggetelo) scrive <em>Dall’impresa integrata al lavoro parcellare all’impresa in rete caratterizzata dal lavoro flessibile, il coinvolgimento personale richiesto e messo in opera nell’azione fa emergere la dimensione affettiva nelle relazioni sociali. Tra l’agente e l’azione si produce una sovrapposizione, un’assimilazione, un’identificazione che fa si che l’uno coincida interamente con l’altro. Questa situazione fa dell’articolazione e della suddivisione tra la responsabilità collettiva (o l’organizzazione) e quella dell’agente individuale il nodo delle difficoltà. La coppia costituita dalla sofferenza sociale o dallo stress e dall’affermazione individuale è un’espressione inerente a questo stile d’azione.(p.322) Vi prego un attimo di pazienza, leggiamo ancora cosa scrive il sociologo:  Il lavoro è diventato un mezzo di realizzazione di sé, ma non era previsto che sarebbe anche diventato una fonte di sofferenza psichica. Tra l’aspirazione all’autonomia e l’autonomia come condizione reale, l’imprevisto verteva sulla competizione. È questa a distinguere l’approccio ai problemi del lavoro tra due poli: una visione piuttosto militante in termini di dominio e improntata a una nostalgia per i collettivi di lavoro del passato che unifica la diversità delle situazione in un’unica categoria, la sofferenza; una visione piuttosto descrittiva in termini di stress e di rischi che mostra, da una parte, l’esistenza di una grande varietà di situazioni e, dall’altra, una concentrazione dei problemi essenzialmente sulle qualifiche basse. Le capacità di realizzazione e le partecipazioni o l’integrazione sociale sono profondamente legate perché esiste una combinazione virtuosa tra l’aumento delle competenze, l’integrazione sociale e la realizzazione personale.</em> (p.322). Questi ultimi post (<a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/31/lamore-secondo-me/#more-875" target="_blank">L&#8217;amore secondo me! </a>e<a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/02/ogni-inizio-infatti-e-solo-un-seguito-e-il-libro-degli-eventi-e-sempre-aperto-a-meta-cit" target="_blank"> Ogni inizio infatti è solo un seguito e il libro degli  eventi è sempre aperto a metà</a>) sono ciò che io credo, ciò che io voglio, ciò che io desidero! La precarietà non ha solo minato la condizione contrattuale (e soprattutto salariale), non ha solo creato personalità profondamente precarie (e quindi insicure) ma ha creato una profonda Monotonia : la disuguaglianza sociale.</p>
<p style="text-align:justify;">Mio nonno mi ha insegnato che ridere è una cosa seria ma che perdonare certe volte è ancor più serio! Però ora mi piace ritornare a Il Piccolo Principe, mi piace pensare a te, qui accanto a me, mentre leggi questo post, mi piace portarti qui, fuori questa finestra… sul balcone, si proprio qui… su esci… fa freddo, lo so… ma fidati, vieni… mi piace pensare di farti vedere questo bellissimo cielo stellato… e….</p>
<p style="text-align:justify;"><em>E poi ti voglio fare un regalo&#8230;». Rise ancora «Ah! ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!». «E sarà proprio questo il mio regalo&#8230; sarà come per l’acqua&#8230;». «Che cosa vuoi dire?». «Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per gli altri non sono che delle piccole luci. Per gli altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d’affari erano dell’oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha&#8230; «Che cosa vuoi dire?.»  Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! ». E rise ancora. E quando ti sarai consolato, sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere&#8230; E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo. T’avrò fatto un brutto scherzo&#8230; Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..</em></p>
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		<title>“Ogni inizio infatti è solo un seguito e il libro degli eventi è sempre aperto a metà” (cit.)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:29:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo post nasce da alcuni vostri commenti al post di qualche giorno fa (leggi qui), da alcune mie riflessioni, ed anche un po’ da ciò che osservo, so benissimo che spesso, anzi quasi sempre, la vita è dura e incontrare &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/02/02/ogni-inizio-infatti-e-solo-un-seguito-e-il-libro-degli-eventi-e-sempre-aperto-a-meta-cit/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=885&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questo post nasce da alcuni vostri commenti al post di qualche giorno fa (<a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/31/lamore-secondo-me" target="_blank">leggi qui</a>), da alcune mie riflessioni, ed anche un po’ da ciò che osservo, so benissimo che spesso, anzi quasi sempre, la vita è dura e incontrare l’amore, perché l’amore non si cerca ma s’incontra, è difficile, è complicato per tutta una serie di ragioni, quante volte abbiamo paura dell’andare incontro al mondo, figuriamoci quando si parla d’amore…<span id="more-885"></span> Tempo fa Erdwin Schrodinger scriveva <em>L’immagine che ogni uomo ha del mondo è e sempre rimane una costruzione della sua mente, e non si può provare che abbia alcuna altra esistenza</em>. Quante volte ci sarà capitato di aver paura dell’altro, di quella esistenza così tanto difficile da capire… credo che tutti noi possiamo offrire esempi infiniti o esser esempio stesso di ciò, ma non solo quante volte ci siamo sentiti a disagio davanti all’altro perché immaginavamo la sua realtà semplicemente inventata, frutto della (sua/nostra) illusione o immaginazione, anche qui gli esempi possono essere innumerevoli, anzi sono certo che ritornino a tutti noi alla memoria discussioni durate ore e poi dopo mesi ci siamo accorti che quella che noi credevamo una realtà inventata altro non è che la realtà del nostro “altro”, appunto la sua esistenza. Eppure non abbiamo creduto, non abbiamo avuto il coraggio di credere, c’è manca quella fiducia. Ciò che ci capita, come scriveva Ludwing Wittgenstein, è che <em>Nel percepire il mondo così come lo percepiamo, dimentichiamo ciò che abbiamo fatto per percepirlo come tale; e quando questo ci viene ricordato e percorriamo a ritroso il nostro cammino, quel che alla fine incontriamo è poco più di un’immagine specchiante di noi stessi e del mondo. Contrariamente a quanto di solito si presume, una descrizione sottoposta ad analisi approfondita rivela le proprietà dell’osservatore. Noi osservatori distinguiamo noi stessi esattamente distinguendo ciò che in apparenza non siamo, e cioè il mondo</em>. Credo che dobbiamo aver il coraggio di esser Osservatori, attenti Osservatori, anche di noi stessi, senza crede, troppo, alle nostre Profezie… esse infatti possono farci entrare in “spirali”, da cui difficilmente riusciamo ad uscirne, Paul Watzlawick tempo fa scriveva che <em>Una profezia che si autodetermina è una supposizione o profezia, che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato e predetto, confermando in tal modo la propria veridicità. Chi per esempio suppone – per un qualsiasi motivo – di essere disprezzato, assumerà nei confronti degli altri un comportamento permaloso, scostante e diffidente che finirà per suscitare proprio quel disprezzo che a sua volta diventerà la “prova” della fondatezza della sua convinzione</em>. Quando si ama, si commettono tanti piccoli, grandi, errori, alle volte troppi… certe volte si ricercano sicurezze che non si possono avere, si cercano presunti lati oscuri, o si cerca di metter in difficoltà l’altro semplicemente per esser certi della propria “profezia”… certe volte si cerca un’attenzione… certe volte si è così tanto desiderosi di esser amati che per un momento, ci si dimentica dell’altro e si guarda solo a se stessi! Ecco il coraggio sta nell’essere  Osservatori… le paure, le ansie… ci saranno sempre… l’amore è un sentimento talmente complicato che arriva quando meno uno se lo aspetta… e va via senza far troppo rumore… ciò che spesso però rimane è quella sensazione di vuoto, di soffocamento che accompagnano le nostre Profezie! Io non ho grandi soluzioni, forse non sarei neanche un bel esempio (anzi sicuramente), visto che ogni volta che m’innamoro faccio sempre mille errori (i consigli, come si sa, preferisco non seguirli, amo troppo sbagliare da me)… credo però nell’amore, in quel bellissimo sentimento che attrae due persone, che le fa star lì per ore anche a non dir nulla… che le fa incazzare, gioire, che le fa star sole… amo i più bei momenti… gli sguardi… amo l’amore vivo… quello che non si risparmia, che ti guarda in faccia e ti dice le cavolate che combini, amo l’amore sincero che cerca di riconquistare… amo, si amo chi non ha paura di sbagliare, chi fa mille casini ed è ancora li a credere, pronto a ricominciare… amo chi sa perdonare, dopo i tanti errori… amo chi accoglie, ascolta, si meraviglia… amo i tramonti, ma soprattutto amo l’aurora… amo la donna che è capace di farmi sentire vivo, una donna capace di farmi sentire al centro del mondo… del suo mondo… amo la donna che sa come prendermi, che sa esser parte della mia vita… amo la donna che con me vuole entrare nel Nostro futuro… amo aver paura… ma amo la sicurezza che si crea quando sto accanto alla donna che mi ama… La vita mi ha insegnato che certe storie iniziano e poi finiscono, altre inziano e non finiscono mai, altre ancora inziano, finiscono e poi così senza troppe parole ri-inziano … io non so che storia state vivendo… posso solo augurarmi(vi) di aver sempre il coraggio di Innamorarmi(vi)… perciò <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2011/06/03/innamoriamoci%E2%80%A6-innamoratevi-della-speranza/" target="_blank">Innamoriamoci… innamoratevi della Speranza!!!</a></p>
<p style="text-align:justify;">p.s. Ieri è morta la poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio nobel per la letteratura nel 1996, una grandissima donna, che per chi ama la poesia… stamane ho riascoltato in radio una delle sue poesie che tanto mi affascinano… e allora ho pensato a questo post, al mio riflettere sull’amore… e credo sia giusto condividere questa poesia… il cui titolo è Amore a prima vista</p>
<p>Sono entrambi convinti<br />
che un sentimento improvviso li unì.<br />
È bella una tale certezza<br />
ma l&#8217;incertezza è più bella.<br />
Non conoscendosi, credono<br />
che non sia mai successo nulla fra loro.<br />
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi<br />
dove da tempo potevano incrociarsi?<br />
Vorrei chiedere loro<br />
se non ricordano -<br />
una volta un faccia a faccia<br />
in qualche porta girevole?<br />
uno &#8220;scusi&#8221; nella ressa?<br />
un &#8220;ha sbagliato numero&#8221; nella cornetta?<br />
- ma conosco la risposta.<br />
No, non ricordano.<br />
Li stupirebbe molto sapere<br />
che già da parecchio tempo<br />
il caso giocava con loro.<br />
Non ancora pronto del tutto<br />
a mutarsi per loro in destino,<br />
li avvicinava, li allontanava,<br />
gli tagliava la strada<br />
e soffocando una risata<br />
con un salto si scansava.<br />
Vi furono segni, segnali,<br />
che importa se indecifrabili.<br />
Forse tre anni fa<br />
o lo scorso martedì<br />
una fogliolina volò via<br />
da una spalla a un&#8217;altra?<br />
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.<br />
Chissà, forse già la palla<br />
tra i cespugli dell&#8217;infanzia?<br />
Vi furono maniglie e campanelli<br />
su cui anzitempo<br />
un tocco si posava su un tocco.<br />
Valigie accostate nel deposito bagagli.<br />
Una notte, forse, lo stesso sogno,<br />
subito confuso al risveglio.<br />
Ogni inizio infatti<br />
è solo un seguito<br />
e il libro degli eventi<br />
è sempre aperto a metà.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dashumankapital.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dashumankapital.wordpress.com/885/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=885&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amore secondo me!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadepalma</dc:creator>
				<category><![CDATA[dashumankapital]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Davide de Palma]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso in questo blog ho in qualche modo sia pur marginalmente parlato d&#8217;amore&#8230; così in questi giorni mi son a lungo chiesto cosa fosse per me l&#8217;amore&#8230; in realtà non son riuscito a trovare una risposta&#8230; Mi è parso assurdo &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/31/lamore-secondo-me/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=875&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Spesso in questo blog ho in qualche modo sia pur marginalmente parlato d&#8217;amore&#8230; così in questi giorni mi son a lungo chiesto cosa fosse per me l&#8217;amore&#8230; in realtà non son riuscito a trovare una risposta&#8230; Mi è parso assurdo fin da subito cercar o trovar una definizione&#8230; perciò ho trovato un esempio&#8230;anzi no una favola&#8230; perchè è bello immaginarsi per un attimo catapultati in una favola… di quelle che iniziano con <em>C’era una volta, tanto tempo fa</em>… e si concludono sempre con <em>e vissero felici e contenti!!<span id="more-875"></span></em> Ma si quelle favole che le mamme e i papà raccontano sempre ai propri figli quando son piccoli… Certe volte ci dimentichiamo quanto è stupendo esser bambini, quanto è bello viaggiare con la fantasia, con i desideri, con i sogni… i sogni… si, i sogni possono tutto, fanno imprese divine, e soprattutto ci rendono felici… E quindi perché non sognare? Perché non provare per un attimo ad  entrare in una favola? E allora stenditi, rilassati e lascia che le parole raccontino una magia… E quindi immagina che un padre racconti a suo figlio una favola che più o meno inizia così…</p>
<p style="text-align:justify;">C’era una volta, tanto tempo fa in un paese lontano, lontano… di quelli che per trovarli devi girare tante volte il globo, c’era un piccolo paesino, su un pezzo di terra con tanto mare attorno… un’isola… si un’ isola, di quelle dove fa sempre caldo, dove l’acqua è cristallina e la sabbia è così fine che ogni giorno ti rendi conto della bellezza di questa Terra! su una di queste spiagge una piccola principessa che amava sognare, costruiva il suo castello… nello stesso momento in un altro paese lontano un piccolo principino un po’ goffo ma con tanti sogni, cercava di creare una storia con i tanti soldatini che si ritrovava… semplici soldatini che lottavano fra loro alla ricerca di un tesoro! Il tempo passò il castello della principessa fu costruito e ricostruito e i tanti soldatini stufi di non trovar mai un tesoro decente, decisero di riunirsi e di andar via in cerca di nuove avventure… la principessa e il principino abitavano in posti diversi, parlavano lingue diverse, sognavano cose diverse e andavano a dormire, anche, in orari diversi… ma una cosa avevano in comune sapevano che la vita era tutta un gioco! Così lontani ma con in testa i loro sogni costruirono la loro vita, entrando sempre nel loro futuro… un giorno però la principessa decise di partire, e il globo girò tante volte e si fermò proprio nella terra del principino, ma lei non lo sapeva! la principessa però dovette in questa nuova terra costruirsi il suo piccolo regno… non era un regno con grandi sfarzi o decori scintillanti, era un regno molto più prezioso… fatto di valori, principi… fatto di umanità… fatto d’amore!! Un regno raro! Intanto la vita del principino si alternava tra la fatica della terra e alcune letture, tentava di capire il senso del Lavoro, il suo Valore! Un giorno però, così casualmente, in una grande strada, di una grande città a tanti chilometri dai loro regni, le loro vite si incrociarono… la principessa presa come sempre dal suoi mille impegni non si accorse del principino, lo incrociò, passo davanti e continuò per la sua strada… il principino invece, la vide, si fermò ed ammirò lo splendore della sua bellezza, al principino parve di vedere la cosa più bella della sua vita avrebbe voluto dirle tante cose ma non ci riuscì… era già oltre il suo sguardo quando ritornò in sé… tornato nel suo regno cercò disperatamente di ritrovarla, e quando le speranze sembravano perse… casualmente eccola riapparire… ma questa volta ebbe paura! Non riuscì subito ad aprirsi a lei, così il tempo passò, e lei ancora una volta non si accorse del principino, ma un giorno la paura andò via… ed arrivò il coraggio!!! e il nostro principino decise di rivelarle il suo amore, così prese un foglio e scrisse <em>mio dolcissimo amor di sogno son qui per restare, per rimanere, per coccolarti, per riempirti di baci, per asciugar le tue lacrime con i miei sorrisi, son qui, non sei più sola!</em></p>
<p style="text-align:justify;">E allora, chiese il bambino, Papà la principessa che risposte?… E il Papà, la principessa seduta sul suo divano, sognò la sua favola, si emozionò nel veder e sentir tanto amore per lei, si sentì meno sola, e capì di esser amata come nessun altra al mondo!</p>
<p style="text-align:justify;">E allora il bambino chiese, papà cos’è l’amore? E il papà rimboccandoli le coperte lo guardò e disse, tanti anni fa nel piccolo regno dove viveva il nostro principino arrivò da Santiago de Las Vegas un poeta e scrittore si chiamava Italo Calvino e in un suo libro il Barone Rampante, scrisse <em>Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s&#8217;era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s&#8217;era potuta riconoscere così! </em>Ecco, figlio mio, l’amore è la capacità di riconoscersi, di narrarsi, di vedersi attraverso l’altro! È la capacità di esser amati per come si è, senza paure! E il bambino incuriosito chiese ancora, papà, il nostro principino e la nostra principessa si amarono? Ora, disse il padre al piccolo, il nostro principino e la nostra principessa, hanno appena iniziato a scrivere la loro storia&#8230; ma credo, che, sarà una storia stupenda perché è una storia che parla d’Amore! Ora dormi piccolo mio, domani scriveremo un altro pezzo della nostra favola! Il bambino si addormentò e il padre uscendo dalla stanza del piccolo, vide sul divano sua moglie, la baciò e le rivelò, ancora una volta, il suo amore!</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco l&#8217;amore secondo me&#8230; è un sentimento, un&#8217;emozione che ti trascina&#8230; che  ti fa esser fragile e forte&#8230; un sentimento che ti fa ridere e piangere&#8230; l&#8217;amore&#8230; l&#8217;amore è qualcosa di meravigliosamente bello&#8230;. l&#8217;amore secondo me è semplicemente un qualcosa che ti fa sentire vivo!</p>
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		<title>L&#8217;Italia tra acquisizioni, fallimenti e sfigati!</title>
		<link>http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/25/litalia-tra-acquisizioni-fallimenti-e-sfigati/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadepalma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Capitale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Cerved Group]]></category>
		<category><![CDATA[Human Capital]]></category>
		<category><![CDATA[human capital management]]></category>
		<category><![CDATA[Il mercato italiano M&A e le operazioni Estero su Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[imprese fallite]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Lacan]]></category>
		<category><![CDATA[Kpmg]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Cerved Group sulla crisi di impresa n. 10]]></category>
		<category><![CDATA[Sfigati]]></category>

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		<description><![CDATA[È da un po’ di giorni che penso ad una frase di Lacan “Ciò che caratterizza un soggetto normale, è precisamente il fatto di non prendere mai del tutto sul serio un certo numero di realtà di cui riconosce l&#8217;esistenza”, &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/25/litalia-tra-acquisizioni-fallimenti-e-sfigati/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=869&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">È da un po’ di giorni che penso ad una frase di Lacan “Ciò che caratterizza un soggetto normale, è precisamente il fatto di non prendere mai del tutto sul serio un certo numero di realtà di cui riconosce l&#8217;esistenza”, pensavo a quanto fosse vera… pensavo che esiste una realtà descritta da un rapporto di Kpmg che racconta che Nell’ultimo triennio 229 aziende italiane sono state acquistate da imprese estere… racconta come<span id="more-869"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>In termini aggregati, circa il 40% del numero complessivo di operazioni M&amp;A completate nel periodo 2007-2011 ha riguardato transazioni cross border, testimonianza da un lato dell’allargamento del contesto di riferimento per le nostre imprese, passato da una visione nazionale ad una europea, prima, ed internazionale,  poi;  dall’altro, della maturazione del mercato italiano e del suo appeal globale: le aziende italiane continuano ad essere percepite come “asset” pregiati agli occhi di molti investitori stranieri, nonostante l‟emergere di nuovi competitor globali e la presenza di alcune condizioni sfavorevoli di sistema (burocrazia, elevata fiscalità, alto costo del lavoro, ecc.). L’interesse nei confronti delle imprese nazionali, seppur notevolmente ridimensionato, si è mantenuto pressoché costante nonostante la crisi che ha pesantemente colpito i mercati internazionali, continuando a riguardare quasi tutti i comparti della nostra economia: dal tessile/abbigliamento all’alimentare, dalla meccanica strumentale alla componentistica, passando per i settori tecnologico, telefonico, energetico, sono numerosi i “gioielli” della nostra imprenditoria che sono progressivamente passati in mani estere, con l’inevitabile trasferimento dei processi decisionali al di fuori dei nostri confini nazionali. (Rapporto Kpmg)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Racconta di come nel 2011 Bulgari S.p.A è stata acquista da LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SA azienda francese( 100,0% ), di come la Parmalat S.p.A.  sia stata acquistata da Food, Bevs &amp; Tobacco Groupe Lactalis  azienda francese (83,3%), di come la Ansaldo Energia S.p.A. è stata acquistata dalla First Reserve Corporation, azienda americana (45,0%), di come il Gruppo COIN S.p.A. è stata acquistata dalla BC Partners, azienda UK (97,4%), ci racconta di come Rete Rinnovabile S.r.l. è stata acquista da Terra Firma Capitale Partners Ltd UK (100,0%), ci racconta di come Permasteelisa S.p.A. è stata acquista da JS Group Corporation azienda giapponese (100,0%)…. Solo per fare degli esempi ma si potrebbe continuare per esempio ricordando come nel 2007 la Valentino Fashion Group S.p.A.  è stata acquistata dalla Permira azienda inglese (58,0%), che nel 2008 il Gruppo COIN S.p.A è stato acquistato dalla BC Partners (UK, 97,4%), che nel 2009 la Ansaldo Energia S.p.A. è stata acquistata dalla First Reserve Corporation (USA, 45,0%), che nel 2010 la Findus Italy Food è stata acquistata dalla Birds Eye Iglo Group Ltd (UK 100,0%), o che ancora nel 2011 la FL Selenia S.p.A. è stata acquistata dalla malesian Petroliam Nasional Bhd (Petronas) (100,0%).</p>
<p style="text-align:justify;">Come è noto però il sistema produttivo italiano è fatto anche di tante piccole aziende, e allora dando uno sguardo anche al rapporto pubblicato dal Cerved Group, scopriamo che</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Complessivamente, nel 2011 si contano più di 12 mila fallimenti, un aumento del 7,4% rispetto alle oltre 11 mila procedure del 2010 (che, a sua volta, aveva fatto segnare un +19,8% rispetto all’anno precedente). Dopo il brusco calo dei default osservato nel 2006 e nel 2007 per effetto della riforma della disciplina fallimentare (che ha escluso un numero rilevante di piccole aziende dall’ambito di applicazione della legge), la crisi ha quindi prodotto un continuo e prolungato aumento delle procedure: complessivamente, tra 2009 e 2011, si contano 33 mila fallimenti.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ed ancora</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nel 2011 i fallimenti sono aumentati in tutte le forme giuridiche, con una crescita più sostenuta tra le società di capitali (+8,6% rispetto al 2010), rispetto a quanto si registra nelle altre forme giuridiche (+4,7%). Gli insolvency ratio (IR), che misurano la frequenza dei default (fallimenti ogni 10 mila imprese operative), indicano che sono proprio le società di capitale a fallire più spesso: in questa veste giuridica l’IR ha toccato nel 2011 gli 81,5 punti, contro i 14,5 delle società di persone e i 5,2 delle altre forme. Tra le società di capitale, i default hanno colpito nel 2011 soprattutto quelle con un attivo compreso tra 2 e 10 milioni di euro (IR pari a 132,9 punti) e quelle con attivo tra 10 e 50 milioni (127,2).</em></p>
<p style="text-align:justify;">Sostanzialmente</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Tra 2009 e 2011 sono fallite in Italia circa 33 mila imprese, in cui – in base a stime fatte sugli archivi di Cerved Group – erano impiegati più di 300 mila lavoratori.</em></p>
<p style="text-align:justify;">In questi mesi, un po’ tutti mi avete fatto notare come la gestione del capitale umano col mercato del lavoro non c’azzecca nulla… eppure io continuo a pensare che il Vendere i nostri gioielli non fa altro che allontanare i processi gestionali, che il non sostenere adeguatamente i nostri piccoli imprenditori provoca semplicemente il loro fallimento! Che le buone prassi di gestione del capitale umano creano un aumento di firm performance, che Il Bilancio del Capitale Umano, attenta pianificazione del sistema azienda, è lo strumento che aiuta le imprese a difendersi sui mercati! Sono gli uomini e le donne che vivono le aziende a far la differenza. Ho sempre preferito la pianificazione al mercato… forse perché mi hanno insegnato che il socialismo ama la pianificazione mentre il liberalismo il mercato! Io tra i due, visti i risultati continuo a preferire il primo!!!</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri ho scoperto che in Italia oltre alla categoria Bamboccioni e alla categoria Fannulloni ne esiste una nuova gli Sfigati! Perciò mi piace ricordare come Jacques Lacan nacque il 13 aprile 1901. È stato uno dei maggiori psicoanalisti mondiali&#8230; considerato dai più come il vero interprete e continuatore del pensiero freudiano&#8230; si laureò nel 1932 ( a 31 anni) con una tesi su La psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità&#8230; Lacan in Italia sarebbe stato uno sfigato! Meno male che è nato a Parigi!</p>
<p style="text-align:justify;">p.s. onde evitare voglio far una precisazione&#8230; (ho la pretesa di credere che Lacan abbia perfettamente capito il mio ragionamento)&#8230; la tesi a cui mi riferisco è quella del dottorato in psichiatria! Essa lo condusse a studiare Kraeplin, Kretschmer e Cléramboult&#8230; come scriveva Jean-Michel Palmier &#8220;Questa ampia tesi meriterebbe di essere letta attentamente. Fornisce non solo una visione sintetica dello stato delle conoscenze sulla paranoia, al di fuori dell&#8217;apporto psicoanalitico, ma permette anche di precisare l&#8217;ulteriore evoluzione lacaniana in direzione della teoria del fantasma&#8230; La tesi si basa su una trentina di casi.&#8221; Dal mio punto di vista, la questione è semplice&#8230; Lacan seguiva i corsi di Clérambault e di Kojève&#8230; la sua preparazione maturò col tempo&#8230; solo nel 1931 entrò al Sainte-Anne&#8230; nel 32 faceva l&#8217;analisi con Loewenstein&#8230; il punto non è mai quando ti laurei&#8230; ma che tipo di preparazione hai!</p>
<p style="text-align:justify;">p.p.s. il problema è che io&#8230; tutte queste realtà le prendo troppo sul serio <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align:justify;">Per il rapporto Kpmg si veda Il mercato italiano M&amp;A e le operazioni Estero su Italia gennaio 2012</p>
<p style="text-align:justify;">Per il rapporto Cerved si veda <a id="aui_3_2_0_197" style="font-style:normal;text-decoration:underline;text-align:left;" href="http://www.cervedgroup.com/documents/10156/15856/Osservatorio2011-n10.pdf" target="_blank">Osservatorio Cerved Group sulla crisi di impresa n. 10</a></p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dashumankapital.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dashumankapital.wordpress.com/869/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=869&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il lavoro colorato di rosa&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 17:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadepalma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Capitale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Davide de Palma]]></category>
		<category><![CDATA[Donald W. Winnicott]]></category>
		<category><![CDATA[donne al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[la vita della mamma]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto madre-bambino]]></category>
		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>

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		<description><![CDATA[L’idea di scrivere questo post è nata parecchi mesi addietro, poi sarà il tempo, sarà che mi faccio prendere da altro… sarà anche un po’ di pudore… insomma ho deciso di attendere un pochetto… iniziamo dal principio il 24 settembre &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/22/il-lavoro-colorato-di-rosa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=867&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">L’idea di scrivere questo post è nata parecchi mesi addietro, poi sarà il tempo, sarà che mi faccio prendere da altro… sarà anche un po’ di pudore… insomma ho deciso di attendere un pochetto… iniziamo dal principio il 24 settembre del 2010 sul The Guardian, viene pubblicato un articolo dal titolo It was maternal, not politcal, says Italian MEP who took her baby to work, (<a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/sep/24/licia-ronzulli-baby-parliament" target="_blank">clicca qui per rileggere</a>), naturalmente con mia grande sorpresa ho scoperto la forza di una donna che pone al livello europeo un ripensamento <em>del lavoro colorato di rosa</em>. Voglio subito chiarire che l’on. Licia Ronzulli (che non conosco e che credo abbia una visione politica completamente diversa dalla mia), <span id="more-867"></span>con grandissima serietà ha continuato a porre in questo anno e mezzo a livello europeo varie volte il problema delle donne nei luoghi di lavoro. Portando se stessa come esempio! Le varie foto che ritraggono la Ronzulli al parlamento europeo, luogo del suo lavoro, sono significative per chi segue questo blog, i processi di Human Capital Management non possono e non devono non considerare il rapporto genitore-bambino, creando all’interno dei processi di gestione particolari percorsi per permettere la valorizzazione del nucleo familiare, in particolare non si può non valorizzare il rapporto madre-bambino. Winnicott sosteneva tempo fa che “Le madri sono chiamate a dover affrontare una situazione in continua evoluzione, allevando un essere che va incontro a uno sviluppo straordinario: inizialmente ignaro del mondo, si trasforma in un individuo capace di integrarsi nella realtà e di parteciparvi”. Winnicott ci direbbe ancora che &#8220;la nascita di un figlio trasforma inevitabilmente la vita della mamma&#8221;&#8230; e non solo ci ricorderebbe che &#8220;il piacere che la madre sperimenta nell&#8217;accudire il figlio ben presto consente a quest&#8217;ultimo di rendersi conto della presenza di un essere umano dietro alle cure che riceve. Ma è soprattutto la particolare abilità materna nel mettersi nei panni del figlio, comprendendo così le sue sensazioni, ad aiutare il bambino a percepire la madre come persona. Nessun manuale potrà mai sostituirsi alla capacità materna di adattarsi ai bisogni del bambino.&#8221; Ed infine ribadirebbe, quasi per non farcelo dimenticare che “Non esistono manuali che possano insegnare a diventare una madre perfetta. È indispensabile piuttosto che le madri, così come i padri, imparino ad aver fiducia nelle proprie capacità, in modo da poter garantire ai figli un contesto familiare ideale in cui crescere e svilupparsi.” L’assurda idea che ha contribuito alla costruzione della Precarizzazione della vita, ha prodotto il sempre più crescente senso di insicurezza! Sono convinto che riporre al centro del dibattito europeo, sia esso in commissione o  in aula, sia essa una foto o la sola presenza, ridà Speranza! Tante aziende oggi credono nella valorizzazione del capitale umano, ma quello che dobbiamo auspicarci è che la valorizzazione sia un processo che osi il presente, regalando alle nuove generazioni <em>un contesto familiare ideale in cui crescere e svilupparsi!</em></p>
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		<title>La vita è sempre e solo un problema di orientamento</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 22:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadepalma</dc:creator>
				<category><![CDATA[dashumankapital]]></category>
		<category><![CDATA[Davide de Palma]]></category>
		<category><![CDATA[Il Capitale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Itaca]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Marzano]]></category>
		<category><![CDATA[Volevo essere una farfalla]]></category>

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		<description><![CDATA[È qualche giorno che penso e rifletto al concetto di rapporto con gli altri… lo so, forse qualcuno, dirà ma non hai nulla da fare?&#8230; però immaginate di ricevere messaggi da una donna, immaginate che questi messaggi vi pongano domande… &#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2012/01/18/la-vita-e-sempre-e-solo-un-problema-di-orientamento/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dashumankapital.wordpress.com&amp;blog=18845823&amp;post=858&amp;subd=dashumankapital&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">È qualche giorno che penso e rifletto al concetto di rapporto con gli altri… lo so, forse qualcuno, dirà ma non hai nulla da fare?&#8230; però immaginate di ricevere messaggi da una donna, immaginate che questi messaggi vi pongano domande… immaginate discussioni interrotte, o non lette… immaginate un viaggio in treno… e allora il tutto porta a riflettere, su se stessi e sul proprio rapporto…. E così che mi è tornata alla memoria un pagina di Volevo essere una farfalla, il libro della filosofa Michela Marzano… una pagina meravigliosa che io adoro profondamente… dove si può leggere<span id="more-858"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8230;Il rapporto con se stessi è esattamente come il rapporto con gli altri. Se gli stai sempre addosso, se gli chiedi sempre qualcosa, se lo soffochi… dopo un po’ lui se ne va. Chiunque se ne andrebbe. Anche io. Che a volte continuo a starmi addosso, a pretendere, a voler fare, a non cedere.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Imparare a vivere significa accettare l’attesa, la sospensione, l’incertezza. Integrare lentamente l’idea che, nonostante tutto, il vuoto che ci portiamo dentro non potrà mai essere del tutto colmato. Che ci sarà sempre qualcosa che ci manca. E che è proprio quest’assenza che caratterizza il nostro rapporto con il tempo, con lo spazio, con l’amore… e che gli altri non sono cattivi se non sono sempre lì, pronti a intervenire, pronti a fare qualcosa perché il vuoto faccia meno male.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le relazioni umane sono complesse proprio perché ognuno deve potersi arrangiare con le proprie fratture e le proprie fragilità. Allora può sempre accadere che a tratti si senta il bisogno di appoggiarsi su qualcuno, di attendere che un’altra persona risolva i nostri problemi e si occupi di noi. Ma l’altro non è una semplice cosa che possiamo prendere e mettere là dove fa male. L’altro è altro. È un ‘alterità irriducibile che non si può addomesticare, piegare utilizzare come ci pare.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Quando Kant diceva che le persone hanno una dignità, a differenza delle cose che hanno un prezzo, in fondo voleva dire esattamente questo. Voleva solo spiegare che ognuno di noi è diverso da un semplice pezzo di pane o da un bicchiere d’acqua. Non siamo lì per essere consumati, a disposizione dei bisogni altrui, usa e getta secondo le circostanze. Siamo lì per accompagnare un’altra persona, esserle accanto quando cerca di attraversare il guado. Esattamente come l’altro è lì per aiutarci a guardare negli occhi il vuoto che ci portiamo dentro e che è all’origine di ogni desiderio.( p.104)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Chi si occupa, come questo blog, di relazioni umane non può non fare i conti con il rapporto con se stesso, una mia amica oggi mi ha scritto… raccontandomi di lei, mi ha scritto raccontandomi che si sente lontana dal mondo che la circonda… che non ha la forza di esser parte di quel mondo… poi però, mi ha scritto della sua Itaca&#8230; (e allora non mollare il tuo sogno!!)… ho un amico che lotta e si chiede i perché no e non i perché…. Ho una amica che sta lottando per ricostruire la sua vita, una vita a dimensione sua, a dimensione di donna!! E infine ho una cara amica, con cui rido tanto, perché ridere non è mai una perdita di tempo…</p>
<p style="text-align:justify;">Io sono profondamente grato ai miei amici, alle mie amiche…. perchè ogni giorno mi insegnano a vivere… mi ricordano che occuparsi di Capitale Umano non significa alla fine tener in mente solo il margine aziendale ma soprattutto le Relazioni Umane, mi ricordano come la cosa più importante di una organizzazione sono le persone, i loro desideri&#8230; che bella che è la parola desiderio, forse una delle più belle del vocabolario! eh si&#8230; La vita è sempre e solo un problema di orientamento…Io non sono solo&#8230; <a href="http://dashumankapital.wordpress.com/2011/12/30/in-cammino-verso-itaca/" target="_blank">Io sono solo In cammino verso Itaca! </a></p>
<p style="text-align:justify;">p.s. Billy, rubrica dedicata ai libri del Tg1, ha indetto un sondaggio, sono stati selezionati 11 libri tra cui Volevo essere una farfalla <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/sondaggio.html?idSond=SondaggioTG1n22" target="_blank">se vuoi clicca qui e votalo</a> puoi farlo ogni giorno fino al 25 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">
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