L’apatia dei lavoratori!


In un libro stupendo di Sennett, dal titolo Il declino del’uomo pubblico si può leggere quanto segue :

Al di fuori del lavoro in senso stretto, è presente un “Io” attivo, mentre nel lavoro l’individuo è un “Me” passivo. La passività ha un fine funzionale. In una situazione materiale in cui personalità e lavoratore si confondono, agire come se si subisse qualcosa che non dipende dall’IO è un meccanismo di protezione. Il problema di qusta scissione dell’ “Io” attivo dal soggetto giudicato, ricompensato o criticato, è che, quando il lavoro sembra il risultato dell’esercizio delle proprie capacità, ci si trova intrappolati in una situazione contradditoria : da un lato, la posizione è un prodotto della personalità; dall’altro, sul lavoro ci si mette al riparo, comportandosi come se la propria personalità fosse l’oggetto passivo che subisce il meccanismo burocratico. La scissione del soggetto in un “Io” e un “Me” ha un’origine culturale più ampia. L’Io reale è quello delle motivazioni e degli impulsi; è l’Io attivo, che però non è attivo nella società, dove esiste invece un “Me” passivo. (…) A differenza di quanto sostengono alcuni psicologi dell’industria, che hanno attinto alla letteratura dei disturbi caratteriali per analizzare l’apatia dei lavoratori, non c’è nulla di anormale in questa scissione : è logico sentirsi così in una società che spinge la gente a interrogarsi continuamente sulla propria adeguatezza, per cui i rapporti lavorativi e sociali di disuguaglianza si strutturano sulla base di questa visione.

Ancora una volta s’intravede una possibile soluzione in un sistema produttivo più rivolto all’uomo, più che al mero sistema consumistico!! Ancora una volta si vuol incoraggiare tutte quelle pratiche di gestione del capitale umano rivolte ad una miglior benessere aziendale! Ancora una volta l’utilizzo di strumenti come Il Bilancio della Forza del Lavoro possono esser una importante leva di gestione  economica!!!

Riferimento : Il declino dell’uomo pubblico, di R. Sennett, Milano Mondadori, 2009  pp. 405-406

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