il lavoro che si trasforma!


Nel 2004 per Carocci fu pubblicato un libro della prof.ssa Renata Semenza dal titolo Le trasformazioni del lavoro. Libro molto interessante, nel quale si fa sempre riferimento ai processi di insicurezza lavorativa prodotti da un mercato del lavoro che preferisce sempre più l’utilizzo di percorsi lavorativi individuali! Voglio quindi riportare anche per questo libro ciò che ha desta il mio profondo interesse e quindi la mia riflessione! La prof.ssa Semenza scrive

Nella società contemporanea il lavoro, che si conferma come elemento di trait d’union fra l’individuo e la società, si rafforza nella sua individualità, poiché è il lavoro (inteso oggi più come una prestazione lavorativa che come forma d’impiego) che struttura direttamente la nostra esistenza, senza elementi mediatori, che produce il nostro senso di autoriconoscimento, che concorre a identificarci socialmente ed è invece nel senso opposto il non-lavoro a de-strutturare la nostra esistenza, a innescare il senso di estraneità sociale e di auto-disconoscimento, come bene ha dimostrato la letteratura sugli effetti devastanti della disoccupazione.

Come il lettore ricorderà questo passaggio è in questo blog di casa! Più volte infatti, attraverso i vari autori presi in esame si è descritto, questo nuovo processo lavorativo che vede l’individuo al centro di tutto, ma la prof.ssa Semenza, porta alla memoria del (suo) lettore anche Bourdieu tanto che scrive

Bourdieu, il sociologo francese recentemente scomparso, affermava che, su di un piano teorico, esiste una doppia verità del lavoro: vi è una verità oggettiva del lavoro, ma non bisogna dimenticare che esiste anche la verità soggettiva. L’investimento individuale nel lavoro, che porta a trovare un interesse intrinseco, non paragonabile alla sola acquisizione di un reddito, è la verità soggettiva, mentre la verità oggettiva si riferisce al caso in cui il lavoratore non si attende dal lavoro altro che la sua retribuzione, e si manifesta solo in casi eccezionali. Si è invece verificato un aumento dell’interesse per il lavoro, la gratificazione, l’attenzione verso i profitti simbolici legati al nome della professione o allo statuto professionale e alla qualità delle relazioni di lavoro.

Ancora una volta (spero per questo di esser perdonato) la mia riflessione si sofferma sul Bilancio della forza del lavoro, esso può esser se ben costruito parte fondamentale di quei processi di gratificazione e d’interesse al lavoro che oggi son la leva fondamentale per vincere la sfida dei mercati! Non è un caso che son gli individui a far la differenza oggi, non è un caso che esista una correlazione strettissima tra buone prassi di gestione del capitale umano e performance aziendale! E con la prof.ssa Semenza conclude scrivendo

 Viene ipotizzato un ritorno all’idea di lavoro, non nel senso in cui la società industriale ha utilizzato questo termine parlando di civiltà del lavoro, organizzata cioè intorno alla formazione professionale e alla razionalizzazione dei diritti collettivi dei lavoratori. Il lavoro è concepito oggi “un modo di richiamare l’individuo, è attorno a lui che si forma il suo progetto di vita principale, che gli permette di resistere ai rischi di mercato”(Touraine, 1998, p.36). Il lavoro, secondo questa diversa concezione non è più l’elemento centrale di una filosofia di progresso , ne il motore di cambiamento sociale, ma è più di prima una forma di resistenza alle pressioni del mercato e un mezzo di costruzione dell’identità individuale. Usciti dalla civiltà del lavoro, l’organizzazione perde la sua capacità di integrazione e diviene dunque un luogo di incontro fra il mercato e l’insieme dei progetti professionali e personali. Il lavoro, la professione e a un livello ancora più profondamente l’impiego, divengono un elemento di continuità e quindi una condizione d’identità individuale tanto più si accentua la discontinuità e la temporaneità dei rapporti contrattuali nel mercato del lavoro.

Ed è proprio in questa resistenza e in questa nuova costruzione dell’identità che si inserisce il bilancio della forza del lavoro!

Rif.  Le trasformazioni del lavoro, Semenza, Carocci, 2004, pp. 23-24

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