Semplificare, tutelare e valorizzare… (una mia riflessione che parte da ciò che sta avvenendo in Spagna)


Da poco più di una settimana la Spagna ha scoperto un nuovo modo di protestare, di dire basta… un’ intera generazione ha deciso, di scendere in piazza per tentare di porre un freno ad una società sempre più alla sbando! È chiaro che, come tutte le proteste, è l’insieme degli eventi, delle situazioni che hanno generato una sorta di “incazzatura generale” (perché proprio di questo si tratta!!!)…  e come spesso è accaduto negli ultimi anni, la madre di tutte le cause è il mercato del lavoro, ed in particolare la sempre più diffusa idea che la temporaneità sia più importante della stabilità! Ed è proprio la natura della ricerca spasmodica della flessibilità il motivo della erosione di questa società che diviene sempre più flessibile e sempre meno stabile (anche nei rapporti, non possiamo dimenticare che c’è sempre più una sorta di Fatica ad esser se stessi!).

In Spagna lo statuto dei lavoratori nasce il 10 marzo del 1980 con la legge n. 8, ma i suoi germi erano già contenuti nella Costituzione del 1978, si vedano i numerosi articoli che fanno riferimento al lavoro ed in particolare l’ art. 35, composto da due commi, dove si legge :

 Todos los españoles tienen el deber de trabajar y el derecho al trabajo, a la libre elección de profesión u oficio, a la promoción a través del trabajo y a una remuneración suficiente para satisfacer sus necesidades y las de su familia, sin que en ningún caso pueda hacerse discriminación por razón de sexo.

La ley regulará un estatuto de los trabajadores.

Si potrebbe affermare, senza problemi, che siamo in presenza di uno statuto sostanzialmente giovane, che però riflette la società che viviamo, è uno statuto dei lavoratori “precario”, nel senso che in poco più di 30 anni è stato rivisto ben 7 volte, nel 1984, nel 1992, nel 1994, nel 1997, nel 2001, nel 2006 e nel 2010. Uno statuto in perenne lotta tra la stabilità e la temporaneità!

La temporaneità è sicuramente la causa di insofferenza e sofferenza  di una intera generazione che oggi è accampata in Puerta del Sol! Cosa chiedono? Bè in primis rimettere al centro il lavoro! La loro vita, il loro futuro!! Ma poi è davvero così lontana la Spagna? Son veramente così diverse le richieste di chi il 9 aprile, qui in  Italia, ha manifestato? A mio parere No!

È giusto però a questo punto far presente che nell’aprile del 2009 un gruppo di 100 intellettuali lanciò una proposta di riforma del mercato del lavoro spagnolo, la Propuesta para la reactivacion laboral en Espana, essa si basa su 4 punti : Para acabar con la dualidad laboral , Para mejorar la protección de los parados, Para modernizar la negociación colectiva, Para aumentar la eficacia de las políticas de empleo (clicca qui per leggere il manifesto). Gli stessi che il 7 giugno del 2010 scrivono in una nota :

La reforma laboral es ya unánimemente reconocida como un elemento clave de los cambios necesarios en el marco institucional de la economía española. Es esencial evitar la tentación de hacer otra vez más una reforma parcial, que defraude las expectativas y malgaste la oportunidad de adaptar nuestra regulación laboral al nuevo contexto socioeconómico. Para restaurar la confianza de los mercados en el crecimiento futuro de la economía española y para poder ofrecer oportunidades de empleo estable y de alta productividad a los trabajadores, hay que abordar una reforma decidida que modifique la regulación de la negociación colectiva y el sistema de contratos de trabajo. También es urgente elevar la eficacia de las políticas activas de empleo, especialmente en el actual contexto de restricciones presupuestarias. (clicca qui per leggere la nota)

Già nel gennaio del 2010 per Fedea era stato pubblicato un libro elettronico dal titolo PROPUESTA PARA LA REACTIVACIÓN LABORAL EN ESPAÑA, pubblicazione curata dal prof. Juan José Dolado e dal prof. Florentino Felgueros. Il volume in poche pagine pone riflessioni interessanti (e forse attuali anche qui in Italia) tra tutte mi piace ricordare gli effetti della penalizzazione salariale dei contratti atipici sulle costruzioni familiari! (che si può ritrovare cliccando qui).  È chiaro che tale testo mi riporta inevitabilmente alla proposta italiana del prof. Pietro Ichino, che per me rimane un punto di riferimento da cui partire! (nel sito del prof. Ichino è possibile leggere la traduzione italiana della proposta spagnola clicca qui)

Infine credo che le varie proposte di riforma del mercato del lavoro non possono soltanto concentrarsi sul Semplificare (che non significa distruggere i diritti) e Tutelare (che non significa No diritti) maggiormente il sistema attuale, ma devono anche valorizzare Il Capitale Umano presente in azienda, come? Bè un primo passo può esser il redigere un bilancio del capitale umano!

p.s. questo blog, chi scrive, è un indignato! è indignato verso chi chiude ancora gli occhi e fa finta che la mia generazione non ci sia, è indignato verso chi non fa nulla per risolvere questa situazione Atipica! è indignato verso chi crede che sia meglio così! è indignato verso chi sostiene la temporaneità dei contratti lavorativi!!! questo blog è indignato e per questo apre gli occhi!!!

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