in cammino verso “La Rivoluzione della Speranza!”


Ieri non credo sia stata una bella giornata per i sostenitori del precariato! Da una parte il Santo Padre che davanti a 220 vescovi “lancia” il suo monito, (per la verità non è la prima volta che lo fa! E che forse non viene molto capito il suo messaggio) contro il precariato, tanto che dice che compromette il futuro dei giovani e la serenità di un progetto di vita familiare con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società”  e non solo, il Santo Padre si schiera senza equivoci dalla parte di quelli che “chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo”… dall’altro sul El Pais era possibile leggere un commento del  prof. Rafael Diaz-Salazar, docente di sociologia all’Universidad Completense, dal titolo Insurrección del precariado y victoria del PP,  nel commento, come appare chiaro subito al lettore,  si trattano due temi di fondamentale rilevanza da una parte il 15-M e dall’altro la vittoria del PP nelle elezioni, tra lasciando la parte che riguarda le elezioni (sia pur importante,  ma riveste poca rilevanza all’interno di questo blog!!) … Credo sia fondamentale riprendere tre passaggi del commento del prof. Diaz-Salazar, nel primo in maniera molto chiara e lucida identifica lo stato di cose esistenti! Infatti egli dice : En el primero de los casos, estamos ante la insurrección del “precariado”. Utilizo este término acuñado por Robert Castel para referirse al trabajador precario, al ciudadano que experimenta condiciones de vida cada vez más deterioradas. El proletariado de siglos pasados se reencarna de alguna forma en el precariado del siglo XXI. Está formado por parados, trabajadores con bajos salarios, jóvenes sin acceso a la vivienda, jubilados con bajas pensiones, inmigrantes explotados, graduados universitarios sin empleo o con trabajos mal pagados, parejas sin perspectiva de formar una familia, prejubilados, habitantes de barrios obreros desestructurados y de comarcas rurales deprimidas. Hasta ahora estos ciudadanos explotaban hacia dentro de sí, asumían su infortunio con rabia contenida o con la desesperación de la impotencia, aguantaban la situación con ayuda familiar dispuestos a sobrevivir en la selva del “sálvese quien pueda”. La frase che ho evidenziato in neretto è forse la prima vera Verità! La seconda che fin ora il sistema ha retto grazie anche al sostegno della famiglia! Ma nel leggere il commento il prof. Diaz-Salazar scrive ancora Este precariado se ha ido extendiendo en diversas clases sociales. Padres de clase media ven que a sus hijos, que han recibido mejor formación que ellos, les aguarda un futuro peor. La sociedad se ha ido dividiendo en dos grandes bloques: los satisfechos e integrados, a quienes la crisis lo único que les ha provocado ha sido una disminución de su consumo, y los precarizados y expulsados de la sociedad del bienestar y de los trabajos dignos. In questo passaggio, ancora una volta con estrema lucidità si affronta un altro problema la divisione tra chi è incluso e tra chi non lo è! Ma soprattutto la consapevolezza che la nostra prospettiva è peggiore rispetto alla generazione dei nostri genitori!! Detto questo l’ultimo passaggio racconta di quello che accade in Puerta del Sol, egli scrive che El 15-M ha significado la explosión hacia fuera de los humillados y ofendidos por la nueva exclusión social. Se han dado cuenta de que los partidos y los sindicatos representan ante todo a los ciudadanos satisfechos e integrados y a ellos solo les aguarda la abstención, el voto nulo de la rabia o el voto desencantado cada vez más sin sentido. Ante el aburguesamiento general de los que tienen voz y poder (políticos, sindicalistas, periodistas, profesores), han decidido ser portavoces de su situación y de sus demandas. Y han atacado al centro de nuestro sistema: el poder político y el poder ecónomico. Y demandan más democracia, más soberanía popular, más poder ciudadano. L’attacco al sistema, l’attacco all’invisibilità, in cui si è relegati! L’attacco alla perenne individualità ma soprattutto un bisogno : quello di sentirsi non più soli! Questo è quello che sta accadendo.

A me in questi giorni è tornato alla mente un libro di Erich Fromm, La Rivoluzione della Speranza, mi son tornate in mente le prime pagine di questo fantastico libro dove si legge Uno spettro si aggira fra noi ma solo pochi lo vedono con chiarezza. Non si tratta del vecchio fantasma del comunismo o del fascismo. È qualcosa di nuovo : una società completamente meccanizzata, che ha per scopo la massima produzione materiale e il massimo consumo e che è diretta dai calcolatori; in questo processo sociale, l’uomo, ridotto a una parte della macchina complessiva, è ben nutrito e ben trattato, ma è passivo, senza vita e il suo sentimento si affievolisce. Ecco, Fromm credeva nella Speranza, perché rappresenta il bisogno di non essere passivo e manipolato, la speranza secondo Fromm è un momento essenziale nella vita dell’uomo!! L’attuale società ha tolto alla mia generazione questa profonda essenza: appunto La Speranza!! Ecco perché credo che se debba nascere un movimento in primis debba riprendersi e riappropriarsi della parola Speranza… Movimento che come dice Fromm deve essere un elemento importante nella trasformazione della società, tanto da consentire all’individuo di trovare mezzi per l’azione e la partecipazione immediate, e per dare una risposta all’interrogativo : Che cosa posso fare? Esso permetterà all’individuo di uscire dal suo cronico isolamento. Noi siamo proprio nel mezzo della crisi dell’uomo moderno. Non abbiamo troppo tempo davanti a noi. Se non incomincia a fare qualcosa adesso, sarà probabilmente troppo tardi. Ma abbiamo la speranza- perché vi è una possibilità reale che l’uomo possa ritornare se stesso e possa rendere umana la società tecnologica. “Non spetta a noi completare l’opera, ma non abbiamo il diritto di astenerci dall’iniziativa”

Da dove partire??? Dal superamento della temporaneità, dal semplificare, tutelare e valorizzare il lavoro!! Dal considerare non più i lavoratori delle risorse da sfruttare ma un capitale su cui investire! Si bisogna valorizzare il Capitale Umano, ed esso passa necessariamente dal superamento della precarietà!

Or su mettiamoci in cammino verso La Rivoluzione della Speranza!! Verso una società più Umana!

Fonti :

Il monito del Papa clicca qui

Insurecciòn del precariado y victoria del PP clicca qui

Erich Fromm , La rivoluzione della Speranza, Tascabili Bompiani 1982

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