Perché mi piace sognare, raccontare e parlare con le farfalle…


Qualche giorno fa parlando ad una mia amica dell’ intenzione di scrivere un post sulle farfalle, prima si è un po’ meravigliata  e poi mi ha chiesto se per me rappresentassero l’emblema della precarietà… forse questo post un po’ la deluderà…  o forse la sorprenderà… perché non parlerò di precarietà ma parlerò dei perché di das humankapital…  e allora, perché mi piacciono le farfalle? in realtà la mia profonda ammirazione per le farfalle nasce così tanto tempo fa che la mia memoria si perde in centinaia di immagini e di episodi che ogni volta mi tornano alla memoria… Quando mio nonno viveva adorava passare il giovedì in campagna, in realtà era una sorta di rituale passava dal mercato acquistava il necessario per mangiare a pranzo, provolone e focaccia, e poi trascorreva il pomeriggio in campagna… mi son sempre chiesto cosa ci fosse dietro quel rito che ogni settimana puntuale si ripresentava, forse era semplicemente un modo per ritrovar se stesso e farsi meravigliare dalla campagna, dalla natura… ricordo che spesso passavo interi pomeriggi in primavera e ancor più in estate, lì… immerso nel verde dei pini… “rinfrescato” da un venticello… con il cinguettare degli uccelli e delle cicale… con mio nonno in silenzio che guardava attorno…  estasiato.. son stati i giovedì passati con lui a farmi scoprire quanto in realtà il silenzio fosse già di per sé loquace… ma soprattutto ho scoperto la bellezza delle farfalle…  Nel 2003 l’editore Pendragon, pubblica un libro del prof. Enzo Spaltro, dal titolo La forza di fare le cose. Fondamenti di psicologia del lavoro. Quando compro un libro leggo subito le prime pagine e le ultime, non so il perché di questo mio “fare”, non c’è un motivo preciso…  forse solo la morbosa curiosità di saper come finisce il libro… perciò ritornando al libro del prof. Spaltro, esso inizia con una premessa storico-psicologica, continua con la misura e si conclude con un capitolo dedicato a La metafora della farfalla, perciò non poteva non colpire il mio interesse. Il prof. Spaltro scrive La metafora della farfalla è l’elogio della leggerezza, così fondamentale nel mondo del lavoro. Per secoli si è parlato di lavoro leggero e lavoro pesante. Oggi la farfalla simboleggia il lavoro moderno, cioè il rifiuto del lavoro come energia meccanica e la richiesta di un lavoro psichico.(p. 217) Ma allora cosa rappresenta la farfalla? Sempre facendo riferimento al prof. Spaltro possiamo sostenere che La metafora della farfalla consiste nell’affermazione per cui “la psiche è la farfalla”. In greco infatti psyché significa anima, respiro e anche farfalla. (p. 217) Quindi La psiche è farfalla. Possiamo considerarla come simbolo della psicologia del lavoro. L’organizzazione spesso viene intesa come pesantezza e opacità. Dire che un’organizzazione è una farfalla spaventa. Eppure lo scopo ultimo di ogni organizzazione è la produzione del benessere soggettivo, quindi di cambiamento, creatività e soggettività. (p.217) In questo blog più volte abbiamo fatto riferimento al benessere aziendale, all’uomo che lavora non come una risorsa ma come un capitale su cui investire e credere, abbiamo più volte fatto riferimento alla riscoperta di una sorta di nuovo umanesimo del lavoro. Io credo, come lui stesso scrive, che La psicologia dovrebbe smettere di bloccarsi e bloccare su battaglie di retroguardia, come quella sulla formazione on the job, sulla valutazione delle competenze, sulla leadership, dimenticando che i suoi primari interessi devono essere i soggetti con le loro speranze e con i loro desideri sinora non realizzati. Emozione e bellezza dovrebbero essere i punti forti della psicologia del lavoro futura. (p. 223) Questo perché Occorre costruire una psichica del lavoro e della società industriale che si basi sull’assioma per cui lo scopo ultimo del lavoro è il benessere dei soggetti del lavoro. Psichico, non psicologico. (p. 225) Ed è per questo che credo che bisogna sempre più valorizzare processi che mettono al centro l’uomo, che valorizzino il “benessere dei soggetti del lavoro”, è per questo che credo che il bilancio della forza del lavoro significa, per un’azienda, sognare, raccontare e parlare con le farfalle…

Fonti La forza di fare le cose. Fondamenti di psicologia del lavoro, di Enzo Spaltro, Pendragon, 2003

3 Comments Add yours

  1. Adele scrive:

    La prima cosa che ho pensato quando ho letto questo post è che la farfalle non contano gli anni ma gli istanti…per questo il loro breve tempo le soddisfa e basta loro forse di più di quanto a noi basta tutta la nostra vita, fatta di anni e a confronto di tantissimo tempo in più. Tempo, che spesso sprechiamo a crogiolarci, a punirci, a sentirci in colpa proprio per quegli istanti che più ci riempiono ed emozionano. Mi colpisce la poeticità e la bellezza dei ricordi che ti accompagnano e che rendono eterni quegli istanti rituali con tuo nonno. E’ vero che le farfalle possono essere viste come il simbolo di quella precarietà che oggi più che mai ci rappresenta, quindi a ragione la tua amica ti chiedeva se per caso avresti parlato di farfalle in questo senso. Ma è pur vero ancora che questa fragilità, questa brevità, questa leggerezza hanno un fascino che esula e che si allontana da questo semplice paragone. Bellissima è la metafora che usa Spaltro e che tu riprendi. Infatti la farfalla è da tempi immemorabili simbolo dell’immortalità dell’anima e dell’amore (vedi ad esempio il mito di Amore e Psiche) e non a caso psiche in greco indica sia la parola anima che la parola farfalla, creatura palingenetica per eccellenza, che porta con se un grande significato di rinascita e rigenerazione. La farfalla ci riporta all’idea di un rinnovamento, di un nuovo desiderio e di una nuova speranza…rinnovamento desiderio e speranza intesi nella vita privata come nel lavoro! Il segreto sta lì, nel liberare le farfalle che abbiamo dentro per creare giardini immensi e pieni di sogni! Giardini di sogni che sono i nostri sogni e le nostre prospettive future. Liberiamoci da tutto ciò che ci tarpa le ali, da tutto ciò che ci limita e ci uccide le emozioni e soprattutto assumiamo un atteggiamento più fiducioso e libero verso il tempo, non lasciamoci trascinare da esso ma viviamolo pienamente, istante dopo istante, godendocelo tutto! Il benessere soggettivo di colui che lavora è perseguibile e dev’essere obiettivo primario di ogni organizzazione sociale ma è da riscontrare a mio avviso, proprio perché soggettivo, quindi scaturibile dall’atteggiamento stesso del soggetto, in pimis dentro di noi, che dobbiamo imparare a riscoprirci, ad essere e a vivere, e quindi anche a lavorare proprio come quelle creature incantate e bellissime, colorate, voraci, veloci, che hanno popolato la nostra infanzia e che così tanto ci affascinano, le farfalle!

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  2. S.Spinale scrive:

    Ogni volta che leggo il titolo di un tuo articolo mi viene in mente sempre qualcosa e questa volta una frase di un fil fantascientifico, The Butterfly Effect del 2004, mi ronza in testa: “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
    L’Effetto Farfalla inoltre è un concetto che spiega la dipendenza che si ha alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. Il concetto stesso indica che minori variazioni nelle condizioni iniziali producano maggiori variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema tali da modificare il risultato stesso previsto dai modelli matematici teorici.
    La psiche del mondo del lavoro ha la forza leggera ma determinata della farfalla e la potenza dell’effeto farfalla perchè il capitale umano ha e avrà sempre la forza silenziosa di ribaltare anche ciò che si prevede per l’andamento della sua storia. Si dice che il lavoro nobilita l’uomo ma io dico anche che l’uomo nobilita il lavoro, lo rende “nobile” ovvero possiede o dimostra elevatezza morale e di sentimenti, generosità d’animo nella sua esplicazione perchè rende partecipi, oltre il lavoratore stesso, tutti i componenti della società migliorando perlopiù il benessere e molti aspetti qualitativi della vita. L’unione degli intenti, l’unione dei battiti delle ali rende la propria e singola azione un pezzo fondamentale dell’ingranaggio creando organizzazione sociale. E citando Spaltro: “lo scopo ultimo di ogni organizzazione è la produzione del benessere soggettivo, quindi di cambiamento, creatività e soggettività.” Il mio desiderio più grande è che il mondo del lavoro iniziasse a guardare veramente la bellezza e la diversità dei colori delle ali della farfalla e capisse realmente che l’unicità di ogni singola unità del capitale umano può fare la differenza…può creare l’effetto farfalla modificando ogni previsione data per certa.

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  3. dadepalma scrive:

    Grazie… grazie di cuore… i vostri due commenti sono così belli! mi hanno emozionato tanto! e vorrei dirvi grazie di condividere sempre con me le vostre sensazioni e emozioni… è così bello…

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