Noi siamo soli fin quando decidiamo di preservare il nostro Sacro…


Ho sempre pensato che una parte del cuore del ragionamento della teoria winnicottiana si trovi in uno scritto del 1963 dal titolo Comunicare e non Comunicare: studi su alcuni opposti, dove ad un certo punto si legge Secondo me, nella persona sana, c’è un nucleo centrale della personalità che corrisponde al vero se della personalità scissa; secondo me, questo nucleo non è mai in comunicazione con il mondo degli oggetti percepiti, e il singolo individuo sa che esso non sarà mai in comunicazione con la realtà esterna o non verrà mai influenzato da essa. Questo è il punto principale, il pensiero che è al centro di un mondo di pensieri e di questo lavoro. Sebbene gli individui sani comunichino e siano contenti di comunicare, c’è un fatto altrettanto vero: ogni individuo è un essere isolato, mai comunicante, sempre sconosciuto, effettivamente non scoperto. Nella vita e nel vivere quotidiano, questo fatto così difficile è attuato dalla condivisione, che riguarda l’intera gamma dell’esperienza culturale. Al centro di ognuno c’è un elemento non comunicabile che è sacro e vale la pena di preservare. Senza considerare per il momento l’esperienza ancora più precoce e l’effetto frammentante del fallimento della madre-ambiente, direi che le esperienze traumatiche, che portano all’organizzazione di difese primitive, si possono includere nell’area della minaccia al nucleo isolato, alla minaccia che sia scoperto, alterato, costretto alla comunicazione. La difesa consiste nel nascondere ulteriormente il sé segreto, fino a giungere all’estremo di proiettarlo e spargerlo all’infinito… Credo che Winnicott abbia perfettamente ragione quando ci fa notare la nostra natura non scoperta, il nostro essere isolati, la nostra ricerca di isolamento e il nostro voler preservare quell’isolamento… credo però che certe volte la vita ci regala momenti unici, ci fa meravigliare di noi stessi, non so a quanti capiti, ma io credo di poter dire di non Esser un Essere sconosciuto, e questo lo devo ad un regalo che la vita mi ha fatto… un regalo meraviglioso, un’emozione stupenda… noi siamo soli fin quando rimaniamo non comunicabili, fin quando decidiamo di preservare il nostro Sacro… ma alle volte, a me è capitato, arriva inaspettatamente la chiave che apre il portone dell’isolamento… quell’ascoltarsi, quel parlarsi, quell’abbandonarsi dentro se stessi… ma soprattutto quell’abbandonarsi nel comunicare la propria non comunicabilità! Non ci sono parole, non ci sono gesti… c’è quel guardarsi… quel sorridere… quell’essere felici… quel sentirsi protetti e sicuri… c’è amore… si amore.. perché come direbbe una mia cara amica “l’amore è un sentimento dell’Essere e non dell’Apparire”…. Perciò Innamoriamoci… innamoratevi della speranza!!!

Ma forse sono ancora un esser isolato! (ma almeno mi si lasci questa illusione, oggi!)

2 Comments Add yours

  1. Adele scrive:

    Elevare la qualità della nostra esistenza con l’amore…l’amore che guarda non con gli occhi ma con l’anima, che esiste e non appare, l’amore che è e non che sembra essere un giorno, una notte, un momento, uno sguardo. Siamo sempre preoccupati per qualcosa, con la paura che la nostra vita possa perdere quota, oppure falsamente ottimisti, convinti che tutto andrà per il meglio e che ogni difficoltà ha la sua soluzione. Impegnati a vivere e perciò indissolubilmente legati a un imperativo: cercare di vivere il meglio possibile e di amare, perché l’amore ci dà gioia. E’ raro trovare un essere umano che non porti dentro di sé, in qualunque circostanza, un briciolo di speranza e di voglia di essere felice nell’amore, per l’amore, con l’amore. Amore per un figlio, per l’uomo che ci sta accanto, per la nostra terra, per quello che facciamo ogni giorno, per il nostro lavoro. Indubbiamente ognuno ha la propria filosofia, la propria scala di valori, le sue priorità…ma ognuno di noi ha dato in un modo o nell’altro un posto fondamentale all’amore. Senza l’amore tutto perde senso e tutto appare tragicamente falsato. Ma l’amore, sebbene sia la condizione costitutiva di ogni essere vivente, purtroppo è soggetto a scarsità. Il che significa che forse ne abbiamo meno di quanto vorremmo o di quanto ne avremmo oggettivamente bisogno. Ugualmente, con tutta probabilità, ne diamo meno di quanto potremmo. Gli sguardi, le carezze, il contatto pelle a pelle, le gratificazioni ci rassicurano e ci fanno sentire importanti e forse anche indispensabili per qualcuno al mondo. Ma la scarsità significa che l’amore non è come l’aria, che respiriamo liberamente a sazietà senza dover pagare nessuna tariffa. L’amore va conquistato, va ripagato, ci può essere sottratto, negato, restituito. Detto ciò, di fronte a questa scarsità è giusto preservarsi e preservare il nostro “Intimo”, il nostro “Segreto”, il nostro “Centro”, perché questo è il fulcro di quello che siamo, il caposaldo sostanziale che ci regge. E, anche se stiamo comodi nella nostra “Isola” prima o poi ne usciamo, oppure veniamo invitati a uscire e la vita ci fa quel regalo di cui tu parli Davide, che è pura realtà e non illusione, per cui abbassiamo le difese e ci apriamo comunicando il nostro “Sacro”.

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  2. doriana50 scrive:

    Davide ho letto con molto piacere quello che hai scritto sul tuo blog e anche il rimando Innamoriamoci… innamoratevi della Speranza!!!: ascolta un poco…è un mio amore. Immenso. http://www.youtube.com/watch?v=B48Ghy-Jfbg
    E poi e poi e poi
    e poi e poi
    faccio fatica anche a parlare
    non ne ho voglia
    non so neanche decifrare
    questo gran rifiuto che io sento
    non so se è un odio esagerato
    o un grande vuoto
    o addirittura un senso di sgomento
    di disgusto che cresce
    che aumenta ogni giorno
    mi fa male tutto quello che ho intorno.

    E poi e poi e poi
    questo gran parlare
    che mi viene addosso
    bocche indaffarate,
    volti da rubriche di successo
    eterne discussioni
    sono innocue esibizioni, ma fa effetto
    questo gusto, questo sfoggio
    di giocare all’uncinetto con le opinioni
    sono stanco vorrei andarmene lontano
    ma purtroppo mi ci invischio
    ogni volta mi accanisco
    è una droga, non ne posso fare a meno.
    E poi e poi e poi
    e poi e poi…

    Ci siamo noi, un uomo e una donna
    con tutte le nostre speranze, le nostre paure
    che a fatica ogni giorno cerchiamo di capire
    cos’è questa cosa che noi chiamiamo amore.

    E poi e poi e poi
    è un gran bombardamento di notizie
    la vita è piena di ingiustizie
    di soprusi veri
    devi dare una mano
    non puoi tirarti fuori
    devi andare a votare, poco convinto
    devi fare il tuo intervento
    devi partecipare
    a questo gioco di potere
    sempre più meschino e scaltro
    e tutto quello che io sento
    è qualcos’altro è qualcos’altro.
    E poi e poi e poi
    e poi e poi…

    Io e lei, un uomo e una donna
    in cerca di una storia del tutto inventata
    ma priva di ogni euforia e così concreta
    che intorno a sé fa nascere la vita.

    E poi e poi e poi
    non saremmo più soli io e lei
    finalmente coinvolti davvero
    potremmo di nuovo guardare il futuro
    e riparlare del mondo
    non più come condanna
    ma cominciando da noi
    un uomo e una donna.

    E riparlare del mondo
    non più come condanna
    ma cominciando da noi
    un uomo e una donna.

    Mi piace

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