Microsoft un’azienda bella da vivere (Parte II)


Se vuoi costruire una nave, non far raccogliere ai tuoi uomini pezzi di legno, ma trasmetti loro la nostalgia del mare infinito. (Antoine de Saint-Exupéry)

Tutti noi sogniamo fin da piccoli, quale sarà il nostro futuro… lo disegniamo sulla sabbia… sogniamo che esso diventi realtà, poi crescendo può succedere che quel sogno si trasformi in altro oppure incredibilmente ad un certo punto lo si vede arrivare… e allora quando lo incontri generalmente (o forse è un mio problema) si rimane in silenzio… in una sorta di ammirazione profonda…  e se ti viene posta una semplice domanda, come per esempio che pensi? La risposta ha bisogno di un po’ di tempo… 

Il mese scorso, scrissi già i motivi che m’inducevano a considerare Microsoft un’azienda bella da vivere (qui puoi rileggere i post), ancora una volta (e spero sia l’ultima) voglio ribadire che questo blog vuol sol promuovere la valorizzazione del capitale umano, sono perfettamente consapevole che esistono tante aziende (anche in Italia) che come Microsoft puntano sulla valorizzazione delle Persone, per me è solo un esempio di buona gestione del capitale umano e questa considerazione è maturata per una ragione fondamentale è un’azienda che sto imparando a conoscere.

Due settimane fa son ritornato in Microsoft a Milano, ed era la prima volta che ci andavo dopo l’inaugurazione della nuova sede. Per esser puntuale ho deciso di prendere un taxi da Linate (dista solo 10 minuti) perché come diceva mio nonno esser puntuali significa principalmente rispettar se stessi, ma se si ha tempo si può prendere benissimo un mezzo pubblico che ferma a soli 300 metri dall’ingresso (passa più o meno ogni ora) e che comodamente in una ventina (o forse trentina) di minuti porta a Corso Europa, è la linea 73. La fermata di un mezzo urbano, può sembrare una casualità (forse lo è) ma credo non sia un particolare da sottovalutare, anzi esso denota ancora una volta una certa sensibilità verso i lavoratori che possono raggiungere il posto di lavoro, ed un legame col territorio (forse è giusto suggerire, il “potenziamento” del tratto), non mi meraviglierei , quindi, sei fra 10 anni dovessimo scoprire che Microsoft sia stata il motore per la creazione di un Distretto Culturale Evoluto.

Qualsiasi mezzo si scelga per giungere si rimane profondamente colpiti dalla struttura, è chiaro che chi scrive aveva già dal mese di giugno la voglia di scoprire la nuova era di Microsoft Italia, caratterizzata da due parole Innovation Campus che

non rappresenta solamente un luogo fisico diverso, ma soprattutto un nuovo modo di lavorare che sia in grado di risultare vincente rispetto ai futuri scenari disegnati dalla mutevole situazione economica, dall’evoluzione della tecnologia e dalle esigenze dei dipendenti.*

la nota di Microsoft, sintetizza in 3 righe quello che potremmo definire come una predisposizione alla Resilienza Organizzativa, e non è un caso che l’amministratore delegato il dott. Pietro Scott Jovane sostenga, parlando della nuova era di Microsoft, che è

Un ambiente di lavoro in costante evoluzione, nato dalla perfetta sinergia tra innovazione tecnologica e progresso culturale, è uno dei più poderosi incentivi per l’aumento della produttività aziendale. La nuova sede di Microsoft Italia è stata una scelta strategica per continuare ad affermare la nostra leadership in contesti sempre più competitivi e complessi. Puntare sulle persone è un elemento che fa parte da sempre del DNA di Microsoft e nel mondo attuale, caratterizzato da un’elevata mobilità e sempre più incentrato sull’ individuo, le aziende destinate ad avere successo saranno quelle dotate dell’elasticità intrinseca necessaria per cambiare, in linea con le preferenze lavorative dei dipendenti e con i trend esterni.*

Puntare quindi sulle lavoratrici e sui lavoratori, sulle loro conoscenze per realizzare una nuova idea di lavoro: un lavoro a dimensione Uomo!

La nuova sede comprende uffici, open space, sale riunioni, un auditorium, sale conference e training, palestra, campo di calcetto, percorso running, ristorante, bar, minimarket e parcheggi interrati. Adiacente all’edificio sorgono anche un asilo nido e la scuola materna. Ma è la filosofia aziendale che muta, Microsoft, infatti, vuole valorizzare le relazioni interpersonali, non è un caso l’utilizzo della parola Campus, che ricorda parole come aggregazione, formazione, ma soprattutto innovazione.

e allora Che cosa penso?

Penso che Microsoft faccia di tutto per far star bene le Persone che ci lavorano dentro, perché sa che governare la complessità organizzativa paga, sa che il vero vantaggio competitivo sono loro, i lavoratori e le lavoratrici che con il loro capitale umano permettono di esser vincenti sui mercati.

Quando penso a Microsoft, penso sempre a due donne, penso sempre a quello che m’insegnano, alla loro voglia di ascoltarmi… penso al loro gentilezza… alla loro voglia di accogliermi… al loro farmi sentire a casa… al loro spronarmi, penso alla loro leggerezza… alla loro voglia di partire… penso al loro sorriso… alla loro fierezza… al loro esser donne Libere… penso alla loro luce quando guardandomi mi raccontano, mi parlano… mi prendono in giro… penso alla passione con cui vivono, con cui si dedicano alla vita… penso… penso a quella scritta posta all’ingresso di Microsoft I nostri valori e alla fine si legge  Self Critical….

Penso che mi abbiano insegnato che la più grande qualità che un uomo possa avere è l’Umiltà! Penso che tutto questo sia racchiuso in quello che conosco di Microsoft!

p.s. Nel caso tutte queste parole vi hanno incuriosito di seguito un piccolo video che racconta attraverso le immagini, ciò che con le parole ho provato a raccontare… Buona visione a tutte/i

 *nota microsoft 8 giugno 2011

3 Comments Add yours

  1. Adele scrive:

    Questo post mi fa venir voglia di andare alla Microsoft e di fare quest’esperienza, che tu racconti e descrivi così bene, direttamente sulla mia pelle…tutti i posti di lavoro dovrebbero essere così a misura d’uomo! Quando i sogni si avvicinano così tanto non si può far altro che contemplarli con l’umiltà di chi vorrebbe, potrebbe e riuscirebbe e mai con la presunzione e la convinzione di riuscire. Sono convinta poi che i sogni si costruiscano a piccoli passi; è vero che la vita alle volte ci sorprende con dei bellissimi regali, ma, è ancora più vero che le sorprese sono rare e che il miglior modo per afferrare i nostri sogni è costruire giorno per giorno dei tasselli verso di essi. Credo che le aziende belle da vivere, che esistono e che lavorano valorizzando in primis il capitale umano, non partano da un semplice desiderio, che è un volere e basta senza un progetto di realizzazione, ma da un sogno che è un progettare, un desiderio pensato e maturato. E’ qui che sta il loro successo! Una progettualità è un sogno in continuo mutamento e movimento, che si plasma sulle esigenze e sulle preferenze lavorative dei dipendenti e che fa del lavoratore e delle sue esigenze la chiave della futura evoluzione. Tutti gli ambienti lavorativi dovrebbero auspicare a questo, essere da stimolo e nutrirsi degli stimoli di chi ci lavora. E’ un must di perfezione che va preteso e desiderato dappertutto, ma che va anche costruito nel tempo, perché le cose non cambiano in un giorno, sono processi e aperture lunghe da far maturare soprattutto nelle coscienze stesse di chi lavora o sogna il lavoro dei suoi sogni, fatto a sua immagine e misura, quello che da bambini si disegnava sulla sabbia…
    Curioso il fatto che Microsoft ti faccia pensare a due donne, anche se nemmeno poi tanto; le donne lo sanno bene tutto questo, le donne hanno la pazienza e l’ottimismo di aspettare tempi migliori e di capire i momenti più adatti, in poche parole hanno desideri pensati!

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  2. Raccontare un’azienda così la rende più vicina alla dimensione uomo, la rende più umana e più acessibile all’integrazione tra società (simboleggiata dalla fermata dell’autobus a poca distanza) e dipendenti (che nella realtà fanno parte del macroinsieme dei cittadini della società in cui si stabilisce l’azienda stessa). Ma ciò che mi chiedo è una semplice domanda: questa possibilità di avere un ambiente lavorativo così vicino alle esigenze umane in cui tutti possono dare il meglio e possono avere l’incentivo di sentirsi appagati per ciò di cui fanno parte è una possibilità che si può avere solo in aziende così ricche e in espansione come la microsoft stessa oppure con i margini di costo accessibili a tutte le aziende si potrebbe avere ora, in questo istante, un mondo lavorativo simile per tutti? Se alla seconda opzione la riposta fosse positiva allora perchè vediamo inasprimenti dei rapporti e dei conseguenti luoghi di lavoro come quelli che accadono in fiat? Se si considerano le multinazionali allora tutto dovrebbe avere una stessa modalità di concepire il lavoro e il proprio capitale umano e tutto dovrebbe essere tendente al miglioramento. dovrebbe…
    Spero che la visione di microsoft sia come uno di quei virus informatici ma benevolo che possa trasmettersi nelle menti di tutti i dirigenti d’azienda, in tutti i cda, in tutti i modi che il legislatore ha di far applicare le leggi (circolari, disciplinari, decreti attuativi, ecc ecc)… e poi spero che tu, Davide, possa essere portatore di questa idea ovunque perchè la cultura e l’integrazione dei vari aspetti lavorativi sono l’unica vera cura che ci può aiutare ad essere più forti delle crisi che ormai ciclicamente subiamo. E per crisi intendo più le crisi culturali che le crisi economico-finanziarie che secondo me sono derivate dalla perdita di valori o di limiti per far rispettare sempre in ogni aspetto della società la dimensione uomo!

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  3. dadepalma scrive:

    grazie tante… è anche da voi che è nato il nuovo post che qui ritrovate https://dashumankapital.wordpress.com/2011/12/20/ma-poi-chi-sono-le-due-donne/🙂

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