Quella mattina di gennaio mi sono alzato e mi sono Svegliato!


Qualche giorno fa una mia amica mi ha contattato dicendomi “ho visto che eri online… ti ho pensato, e son scoppiata a ridere!”. Abbiamo parlato a lungo, ricordando.. ridendo e scherzando… Non la sentivo da due anni credo… eppure non sembrava… son sempre stato convinto che certe amicizie iniziano e non finiscono mai, altre finiscono e basta… altre ancora, semplicemente ritornano… che bello esser ricordato e scatenare una risata… mi è sempre piaciuto tanto che i miei amici mi “usino” è forse il più bel regalo che possano farmi! Ora la parola uso a molti, forse, fa senso, forse, anche, un po’ paura… e forse per molti non è proprio la parola giusta da usare… eppure per me è una parola bellissima… una parola che mi ricorda un uomo il cui pensiero mi ha profondamente segnato, Donald Winnicott, che più volte ho citato anche qui (forse indegnamente) e anche questa volta voglio proporre una sua riflessione “ siamo abituati alle parole per il fatto di usarle e siamo talmente intorpiditi dal loro uso che abbiamo bisogno ogni tanto di prenderla una per una e di osservarle, per determinare per quanto ci è possibile, non solo come la parola arrivi ad esistere, attraverso la sua etimologia, ma anche i modi in cui la usiamo in questo momento. Ho scelto di occuparmi della parola “uso” perché mi interessa capire cosa volevo dire quando terminai una mia conferenza con le parole …e l’essere trovati e usati è forse il più grande complimento che possiamo ricevere.” Che bello, quindi, esser trovati e usati!!😉

Stamane son andato a sentire una lezione del regista Sergio Rubini, ad un certo punto ha raccontato che Federico Fellini, lo chiamava la mattina prestissimo, e forse senza dir o far molto gli ha insegnato che se vuoi realizzare il tuo sogno la mattina ti devi Svegliare. Credo di esser sempre stato tanto fortunato, ho sempre incontrato uomini e donne che con la loro presenza mi hanno insegnato a vivere… mi hanno regalato la loro essenza! Qualche giorno fa ho raccontato della bellezza di una donna che fa shopping (leggi qui), una donna che ogni giorno mi insegna il suo coraggio… il coraggio di Svegliarsi e di saper ridere…

Ma se penso a questo blog, se penso a voi che mi commentate, mi scrivete… al vostro modo di raccontarvi e di narrarvi, al vostro esser parte di Das Humankapital, mi rendo conto quanto coraggio ci vuole ad alzarsi la mattina… quanto coraggio ci vuole per lottare per il proprio Lavoro, per difenderlo, per spiegare al “mondo” che quello è il più bel lavoro del mondo semplicemente perchè è ciò che si vuol fare… quanto coraggio ci vuole per svegliarsi una mattina e decidere di partire, senza sapere come e quando tornare… ma semplicemente partire per trovare se stessi! quanto coraggio ci vuole nell’essere “testimonianza di resilienza”… quanto coraggio ci vuole nel sentirsi dire “lei è troppo specializzata” e non abbattersi ma continuare a cercare il proprio sogno… quanto coraggio ci vuole nel non abbandonare il cammino… quanto coraggio ci vuole nell’essere semplicemente se stessi… In questi mesi ho scoperto che non bisogna esser solo Indignati… bisogna soprattutto avere il coraggio di Svegliarsi!

Questo blog è nato una mattina di gennaio… faceva freddo… ascoltavo la radio… e di fronte a me un libro : “Il linguaggio di Winnicott”… ma nella mia mente la domanda semplice e chiara di un amico “Perché non scrivi di capitale umano?”… quella mattina di gennaio mi sono alzato e mi sono Svegliato!

4 Comments Add yours

  1. Daniela Mereu scrive:

    Il lavoro come l’amore è un mistero…una mattina mi sono svegliata e ho pensato di ritrovare me stessa perchè stanca di lottare per un bel lavoro,poi mi fermo a riflettere e penso che ci vuole tanto coraggio ogni giorno per spiegare al mondo le difficolta’ che dobbiamo affrontare per ottenere questo “MISTERIOSO”lavoro;
    perchè “MISTERIOSO “lavoro? io lo definisco misterioso in quanto il capitalismo ha disumanizzato la societa’ esasperando la competizione individuale e reintroducendo la schiavitu’, quindi ogni volta che vado in cerca di lavoro mi domando che lavoro, quale misterioso lavoro dovro’ fare….nonostante sia qualificata, quando entro a far parte di una nuova azienda i misteri e le dinamiche sono sempre tante, proprio perchè ne ho viste tante!!!
    Penso che per avere un mondo diverso da questo contemporaneo bisogna consentire all’individuo di recuperare i propri istinti e le proprie passioni, organizzandosi al meglio per utilizzare le risorse umane, il capitale umano.
    Poi penso a Fourier(filosofo francese), lui pensava che la societa’ si deve strutturare per singole attivita’ produttive(le falangi), chi lavora nelle comunita’ di produzione(la falange appunto) vive nel falansterio, tutte le 1800 persone che costituiscono la falange devono continuamente cambiare occupazione per evitare l’alienazione; sono previste anche liberta’ e comunita’ sessuale tra i membri della falange.
    L’uomo non deve avere una sola partner e le donne devono avere piu’ uomini,anche le donne devono godere di una loro sessualita’
    (cose che facevano passare Fourier per un pornografo).
    In breve bisogna abbandonare sempre l’unidimensionalita’.
    Poi penso a quanto sia difficile essere se stessi quando si è alienati dal lavoro,a volte senza volerlo….
    Due cose non mi stancheranno mai:la lotta per un lavoro,forse un bel lavoro,e il CAPITALE UMANO.

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  2. Adele scrive:

    Che bello il riferimento a quando una mattina fredda di gennaio questo blog è nato…è dolce ricordare…lo faccio spesso, ma ancora più bello sarebbe andare avanti e svegliarsi dal torpore di quello che è stato, smetterla di crogiolarsi e di rimpiangere ciò che non è stato. Costruire qualcosa dal nulla, come hai fatto tu, senza sapere realmente dove saresti finito ma avendo in tasca un sogno e nella testa una meta…ecco, questo è quello che fa piena una vita! Ma ho scoperto che il coraggio, questo coraggio in particolare, non è di tutti, perché è più facile rimanere a volte in un letto a sognare in astratto, oppure non prendere un treno o un autobus che non sai dove ti porterebbe, che prenderlo e rischiare tutto il resto…io devo impararlo ancora questo coraggio…

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  3. dadepalma scrive:

    Grazie tante sono profondamente emozionato dai vostri racconti🙂

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  4. Giovanna Signorile scrive:

    Penso che tu una mattina abbia risvegliato in me la speranza nell’uomo, nell’economia e in ciò che lui può produrre, quella speranza che in me si era addormentata in un momento buio a livello storico e di crisi totale come quello che stiamo vivendo.Non aggiungo altro anche perché penso a volte che io sia ignorante da un punto di vista di studi economici, perchè quasi a digiuno di nozioni,ma gioco a volerli comprenderli perchè sono qui per imparare amico mio. L’unica cosa che vorrei sottolieare invece è quel coraggio di svegliarsi lasciandosi trasportare delle emozioni perchè per me sono l’espressione totale della conoscenza;) !come dico sempre non sarei mai abbastanza viva se non fossi me stessa,se non mi affidassi agli altri ed ai miei stessi sogni.Ieri mi hanno chiesto “MA TU HAI ANCORA IL CORAGGIO DI FIDARTI DELLA GENTE?”Ed io ho risposto così: LA FIDUCIA PER ME è LIBERTà,ED IO SONO LIBERA” io ho sto coraggio io ho il coraggio di svegliarmi ed affidarmi all’altro per crescere attraverso scambi di idee e conoscenza!Io ho il coraggio di partire ogni volta che voglio,io ho imparato ad avere sto coraggio ed ora sì che posso gridare al mondo che mi sono svegliata una mattina ritrovando le parole,quelle parole che mi fanno scrivere,quei gesti che mi fanno amare incondizionatamente chiunque,quel coraggio di far leggere il mio cuore senza pensare che non potrebbe essere compreso.Ora sì che Gianna è ritornata a scorrere meglio in divenire ora sì che Gianna non è più una ragazzina…ora sì che in Gianna si è svegliata ed è nata quella donna che cresceva in lei. Buona giornata Davide

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