C’è un tempo….


Che bella che è questa canzone… è così tanto affascinante…

Avete mai pensato a quanto è difficile creare dei legami? Nelle ultime ore, non faccio che pensarci, non faccio che pensare a come il tempo, riesca a modificare i rapporti fra le persone, fra due persone che si amano per esempio… fra due persone amiche… fra due conoscenti … pensate a come si modifichino velocemente i legami sui posti di lavoro! Spesso se ci riflettete ci mettiamo un sacco di tempo a capire a comprendere cosa cavolo sia successo… eppure capita che in neanche poche settimane si passi da quella voglia smisurata di sentirsi e farsi sentire… al non ho voglia… al negarsi… al non esserci…

Avete mai pensato a quanto è difficile creare dei legami? Al tempo e alla cura con cui ci dedichiamo all’altro.. alla passione che poniamo nel costruire quel legame d’amore… con tutte le sue paure…le sue ansie… oggi pensavo che c’aveva proprio ragione il filosofo tedesco quando in Zeit und Sein scriveva Noi non diciamo : essere è, tempo è, ma: c’è l’essere, c’è il tempo… e si aveva proprio ragione Heidegger Invece di “è”, noi diciamo “c’è”. Pensate a come le parole, i concetti per così poco si modifichino… eh si pensate a come due semplici frasi possono rappresentare concetti completamente opposti, Fromm per esempio sosteneva che L’amore immaturo dice : “Ti amo perché ho bisogno di te” mentre L’amore maturo dice : “Ho bisogno di te perchè ti amo”

Pensavo al tempo, pensavo a come il tempo non mi abbia cambiato… a come i miei sogni continuano ad esser qui… vivi… pensavo… pensavo … che adoro realizzare i miei sogni… fra qualche giorno (lunedì 13) sarà accessibile un sito su cui sto lavorando da un mesetto nel quale saranno scaricabili, relazioni, report, sentenze, direttive che riguardano il mondo del lavoro… lo so’ non è una grande cosa, ma Das Humankapital aveva bisogno di un nuovo spazio… o forse avevo, solo, bisogno di nuovi stimoli!

In sto periodo è stupendo andar in campagna… sarà anche che fino alla scorsa settimana c’era un tempo meraviglioso… ecco camminare tra gli alberi d’ulivo mi piace… è così rilassante… un po’ è come ritrovare me stesso, la mia famiglia… quando ero piccolo mi piaceva andare in campagna con mio nonno, mi piaceva quel suo rito settimanale del giovedì… e mi piaceva ascoltarlo mentre parlava… come mi piace, oggi, ascoltare mio padre… parlare della campagna… mi da un senso di appartenenza… è un piccolo rito… che mi riporta indietro nel tempo e soprattutto lo ferma (o cmq mi da questa sensazione)!

Nella mia vita, credo di aver fatto tanti casini, ma ho imparato sempre tante cose dai miei errori… ho imparato che la vita va vissuta con passione… che non bisogna mai perder la speranza… mai perder i propri sogni (perché è lì che uno poi inizia a morire)… ho imparato che da ogni piccolo incontro s’impara sempre qualcosa… ho imparato che uno può sbagliare, ma che può esser sempre perdonato… ho imparato che le imprese più difficili sono pur quelle più affascinanti… ho imparato che ha senso correre solo se si sa andar piano… ho imparato che il sorriso di una donna è forse una delle cose più complicate e meravigliose che possano esistere… ho imparato che bisogna sempre lasciarsi sorprendere dalla vita… Ma soprattutto ho imparato che come diceva Il Piccolo Principe… Amare è donare tutto se stesso senza nulla chiedere… amare è non dire mai… mi devi.

Perciò è sempre il vostro tempo… non Trascuratelo!

2 Comments Add yours

  1. Adele scrive:

    Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi…è uno dei più grandi misteri che esistono…forse la sintonia, il feeling, le risate, forse le parole che si incastrano le une nelle altre…probabilmente l’incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela…Imparare a volersi bene, ad accettarsi per i difetti che all’inizio sembrano insormontabili ma pian piano si fanno sempre più labili…e sono di più i pregi quelli che contano malgrado le arrabbiature e le battute…malgrado quelle parole che non avresti mai voluto dire…O forse semplicemente accade perché doveva accadere, perché le anime sono destinate a trovarsi…prima o poi…a volte più poi che prima, perché come dice la canzone c’è tempo…Si, è probabile che ci sia questo TEMPO, tutto questo tempo…anche se a volte la vita urge e urge il desiderio di essere felici prima del tempo…quindi io spesso mi chiedo perché non ora? Perché mettiamo sempre il tempo davanti, al centro, di lato e in mezzo fra noi e la felicità? Non vogliamo amori peripatetici e pedanti, amori che porgono tiepidissime scuse o che dicano vabbè ci sarà tempo…Amore è anche attimo, è burrascoso incontro, impatto, fulmine che trapassa, spavalderia che si lancia verso sconfinate possibilità, senza snobismi estetici e senza mettere in gioco tesi futili e vane, non arzigogola come fa la mente, e non è che solo in parte cerebrale. Travolge le dissonanze e abbatte i limiti esistenti. Può essere anche, e so che sarò impopolare, ostinatissima ignoranza, presunzione priva di pazienza. Per cui che cosa se ne fa l’amore del tempo? Il tempo serve per costruire, organizzare, progettare, e in questo spesso ci è nemico…perché più il tempo passa e noi progettiamo organizziamo e addomestichiamo, più le cose intorno a noi cambiano, le persone cambiano, i legami si sfaldano…può succedere…e con il tempo che passa una situazione stabile può diventare precaria e instabile…da realtà a de-realtà in pochissimo tempo. “De-realtà. Sensazione di assenza, riduzione di realtà provata dal soggetto amoroso nei confronti del mondo” ( lo diceva Barthes, ma non è questo il punto). Se amo io vivo per l’altro. Se mi si sottrae l’altro, l’altro divento io per reazione e così mi sento estraneo a me stesso e tra me e il mio mondo non ci sono più connessioni o ponti. Tutto non è nemmeno più irreale, perché l’irrealtà si può esprimere, creare e ricreare, ma diventa de-reale, privo di senso. Il mondo è pieno senza di me, gioca alla vita dietro un vetro. E se l’altro mi manca, devo scegliere un altro, per cui è l’amore stesso a generare de-realtà…è per questo che preferisco di gran lunga pensare di afferrare un momento e tenermelo stretto finchè dura piuttosto che aspettare un tempo che non arriverà mai, semplicemente perché non mi appartiene… Ciononostante è affascinante che ci sia ancora qualcuno che riesca a stare a suo agio nel tempo, anche in questo tempo infelice in cui ci dicono che è meglio partire…ci dicono di lasciare quel calore, quei riti, quel senso di appartenenza per andare altrove e ricercarlo altrove o ricostruirlo daccapo. Ciononostante è bello che ci sia ancora qualcuno che riesca almeno e anche solo a scrivere questa profonda verità: amare è donare senza chiedere e senza dire mai mi devi…Perché ci vuole coraggio a dire questo in un mondo in cui anche l’amore è spesso e volentieri solo una pretesa dell’altro…non posso che condividere anche se avrei preferito di gran lunga fare silenzio e tu sai perché😉

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  2. Laura Menza scrive:

    Leggendo le tue parole ho ripensato all’enorme lezione di cui Carver ci ha fatto dono con il quadrangolo “Voi non sapete che cos’è l’amore”. Richiamare lo scrittore alla responsabilità della compassione per i propri personaggi e per le vicende vissute. Forse è una lezione di vita…richiamare se stessi alla compassione, alla tenerezza verso quanto di più difficile è dato all’essere umano di conoscere: l’amore ed il tempo.
    Non cerco spiegazioni sull’amore e sul tempo, Non mi nascondo dietro razionalizzazioni. Sono precari, sfuggevoli, inconoscibili. Possiamo solo applicare modelli di conoscenza, che per fortuna risultano parziali, concetti insaturi. Voglio solo starci dentro. Nel tempo e nell’amore. Mi chiederò alla fine cosa ne è stato. Rifletto solo sul quel particolare ed unico modo che ognuno di noi possiede di viverli.

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