Perchè viaggiare è pur sempre una esperienza indimenticabile!


Carl Gustav Jung ne La struttura dell’inconscio scriveva “come l’individuo non è assolutamente un essere unico e separato dagli altri ma è anche un essere sociale, così la psiche umana non è un fenomeno chiuso in sé e meramente individuale, ma è anche un fenomeno collettivo”. Insomma come dire, siamo tutti influenzati dall’ambiente che ci circonda… e non è difficile da capire il perché, se ci soffermiamo per un attimo sulla nostra giornata, sulla nostra narrazione di vita…  ciò che però è difficile da capire è quanto i fenomeni collettivi riescano ad esser parte della psiche umana… per esempio come scrivevo tempo fa, credo che l’architrave della nostra vita è l’essere felici… Freud sosteneva che la felicità, quella che potremmo chiamare la normalità, si basa su due grandi concetti Amore e Lavoro… e questo blog credo abbia da sempre offerto a chi legge proprio questo idea, con la pretesa di suscitare una riflessione intima, personale (si veda per esempio quando scrivevo L’amore secondo me oppure Perchè il lavoro è una bellissima storia d’amore!)… Questo post volevo pubblicarlo giorni fa da uno dei posti più belli e affascinati del mondo, Barcellona… eh già sono partito… per un po’ ho scelto di viaggiare, trovare… ho scelto di esser coccolato dal calore di una città piena di arte… si dice che solo se si parte si può ritornare e guardare il mondo con occhi diversi…  e proprio per guardare il mondo con occhi diversi ho aspettato qualche giorno… ho letto e riletto i miei appunti dei giorni trascorsi… ho rimembrato le risate, i posti visti, le parole non dette… gli sguardi rubati… quelli annoiati… quelli carichi di felicità… e quelli carichi d’amore… ho rivissuto le serate… i discorsi… i volti che si incrociavano per le strade… una mamma che allattava il suo figliolo, un uomo che velocemente usciva dalla metro per correre chissà dove… qualche centinaia di donne e uomini che manifestavano… un uomo fermo a leggere un libro… l’attesa per veder un museo… un bambino fermo ad ammirare un quadro di Picasso.. meravigliarsi di essere in vacanza, di stare bene… e sentirsi a casa! Dialogare in inglese, rispondere in spagnolo e sentirsi riparlare in italiano… ritrovarsi nella semplicità della vita, lasciarsi andare come quando qualcuno cercando di insegnarti a ballare ti dice “tiene siempre en mente el ritmo de la musica” eh già… perché questo è il segreto, il ritmo… il tempo! Perché è il ritmo cambia tutto… e forse il ritmo più bello è quando sai di esser amato, quando sai di esser circondato da amici… quando sai che esiste qualcuno nel mondo che riesce a farti sentire meno solo con te stesso! Quando sai che potresti stare in qualche posto del mondo ma senza quella persona che ti è accanto nulla sarebbe uguale! L’Amore… uno dei sentimenti più belli e affascinati che possano esistere… ma nello stesso tempo è talmente complicato che forse non smetteremo mai di cercar di capirlo… alle volte si sbaglia, si commento errori… si perdona… alle volte non si è compresi… alle volte si fugge da chi si ama, cercando qualcosa che già si ha… alle volte non ci si accontenta, si è talmente presi dal cercare qualcosa che non esiste che non ci si accorge che l’amore, quello vero è proprio davanti ai nostri occhi… alle volte si sta male, alle volte si è talmente egoisti che non si vede la realtà, anzi essa diventa irreale… alle volte si è freddi, duri, cinici ma solo perché si ha paura di esser amati, anzi alle volte si sente in maniera disperata il bisogno di esser amati ma comunicarlo è maledettamente difficile, alle volte è talmente bello essere amati che ci si lascia coccolare dall’altro, è bello esser abbracciati, baciati, è bello svegliarsi e sapere che accanto c’è l’altra parte del cielo, del nostro cielo… Oscar Wilde da qualche parte ha scritto che “L’amore è nutrito dall’immaginazione, grazie alla quale diventiamo più saggi rispetto a ciò che sappiamo, migliori rispetto a come ci sentiamo, più nobili rispetto a quanto lo siamo veramente; con l’aiuto dell’immaginazione vediamo la vita nel suo insieme, con il suo aiuto, e il suo aiuto soltanto, possiamo comprendere gli altri nelle loro relazioni reali e ideali.”  Perciò io amo nutrire i miei amori perché mi rendono vivo… Nel 2005 Brun scriveva che “All’interno delle imprese esiste un vero deficit di indicatori che consentono di seguire i soggetti sociali al livello della salute e delle risorse umane.” E qui a molti tornerà in mente proprio la mia idea di bilancio proprio per sopperire a quel deficit, perché “Le imprese che adottano azioni di riduzione dello stress sul lavoro sono quelle che hanno la maggiore probabilità di generare un incremento di valore attraverso riduzione di costi, aumento di produttività, servizi migliori al cliente, bassa rotazione del personale, e morale più alto dei collaboratori.” (Henderson Global Investitor, 2005, p.16) L’aprire una discussione sulla reportistica del capitale umano, significa appunto sopperire a quei deficit che oggi siamo costretti a vedere!

E’ per tutto ciò che credo che la parola più bella e quella a cui son più legato è Feliz! In questi ultimi giorni mi è tornata alle memoria una canzone di de Andrè, Volta la Carta, perché ha sempre suscitato in me l’idea che nella vita non c’è mai nulla di certo… ma tutto è possibile, come quando appunto giri una carta e ti ritrovi da tutt’altra parte… come quando il vento traccia la direzione di una barca che esce dal porto… ho sempre pensato che bisogna avere il coraggio di farsi trascinare dalla vita… perché comunque vada è pur sempre meravigliosa! Mi piace l’idea che a questa canzone si associ Alice nel paese delle meraviglie, quella bellissima favola, piena e densa di un significa profondo… il percorso interiore di Alice… che la porta ad esser sicura di se stessa! La vita ci regala sempre esperienze meravigliose, ma la cosa più bella che ci possa capire è vivere sempre esperienze sincere!

Nel vostro viaggio verso la vostra Itaca abbiate sempre cura dei vostri amori!

4 Comments Add yours

  1. Daniela scrive:

    Sai cosa? Per una volta le tue citazioni erano superflue! Ho notato una tale fluidità di pensiero e azione che le famose “stampelle” a cui ti affidi di solito sono rimaste ai margini: c’era il Davide-pensiero in atto e tanto bastava per illuminare la via…
    Denso, multiforme, filosofico, introspettivo ma, soprattutto, corale: c’eri tu, ma c’era tutto un mondo! Ti auguro di portarti dentro quel plurale “Amori” che è già una conquista, davvero!

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  2. Rifeclack scrive:

    Qual è la definizione esatta di Amore? Chiunque di noi si è fatto questa domanda. La mia risposta, dato che le parole definiscono loro stesse, nasce semplicemente dall’etimologia: Mao (gr.) = Desiderio…e il desiderio cos’è se non la Speranza di ottenere ciò che non si ha in quel momento, che sia una persona e la sua mente per farci l’Amore o che sia un progetto di vita in cui dentro ci sta tutto: lavoro, famiglia, amici, luoghi mai visti, l’inaspettato che ti stravolge il progetto stesso e poi quel qualcosa che fa da collante per tutto ciò che vivi. Il Desiderio appunto! Quella sensazione del desiderare che ti scorre dentro e che scorrendoti piano piano ti accende e ti fa capire di essere vivo, di essere un amante della vita stessa e del domani che non ha un copione già scritto. Il domani lo si può creare seppur combattendo contro ogni ostacolo che ci si pone davanti è ormai un obbligo ma io voglio ancora credere che ci si può costruire il proprio sogno, che ci sia ancora nutrimento per il nostro Desiderio, per il nostro futuro che manca nel nostro presente. Rincorrere e abbracciare il sogno senza mai sentirne il peso se non quando gli altri, con il loro sogno abbracciato, dicono di lasciare quel progetto come fosse una zavorra che non fa decollare la mongolfiera per il giro del mondo…del mondo degli altri però! E allora forse è giusto che “i brandelli di cielo che dipendono solo da noi” (Ligabue) siano liberi di svolazzare tra la nostra volontà e la nostra forza d’animo e che abbiano la chance dentro di noi di darci una possibilità di Essere e non di Apparire per ciò che siamo e per ciò che abbiamo come progetto. Tutto questo ovviamente non può prescindere dal lavoro e dalla nostra posizione nella società, non può essere avulso da come noi ci rapportiamo con gli altri che fanno parte del mondo in cui viviamo la quotidianità. E questo deve essere uno slancio in più dentro noi per rilanciare il nostro desiderio di noi stessi, il nostro Amor proprio nel sentirsi su una strada giusta e riuscire a poter camminare e sviluppare e perchè no anche far fiorire i nostri sogni. E qui forse Jung avrebbe avuto pane per i suoi denti se dico che leggendo il post ho avuto subito due immagini molto diverse e non collegate tra loro apparentemente. La prima immagine leggendo le varie sfumature dell’amore è stata proprio la mongolfiera sopracitata col suo movimento nel suo pieno senso di libertà. La seconda immagine invece non è stata un’immagine visiva ma il suono di alcune parole tratte da un film. Non è apparso in mente il film ma solo l’incipit “O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.”, che in me senza capire aveva un legame forte con il senso della “mia” mongolfiera. E allora sono stato lì a pensare il perchè la mia mente mi avesse appena fatto questo strano scherzo. La risposta anche qui si doveva ricercare nelle parole stesse..ma nelle parole a seguire di ciò che ricordavo:
    “O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. Io ho scelto di vivere. E per la seconda volta in vita mia ho commesso un crimine: ho violato la libertà condizionata. Non credo che metteranno dei posti di blocco per questo, non per un vecchio come me. Sono così eccitato che non riesco a stare seduto, ne a concentrarmi su qualcosa. Credo sia l’emozione che solo un uomo libero può provare. Un uomo libero all’inizio di un lungo viaggio la cui conclusione è incerta. Spero di farcela ad attraversare il confine. Spero di incontrare il mio amico e stringergli la mano. Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni. Spero…”
    Al ricordo di quale film fosse la sensazione della mongolfiera si unì: “Le ali della libertà” e divenne chiaro che la libertà era parte integrante per il mio inconscio del progetto per l’attuazione del “Mao”, del Desiderio, dell’Amore…
    Allora forse un’Itaca inesplorata, incolta e lasciata alla vegetazione c’è anche per me. E forse quel forse lo dovrei proprio togliere dai miei pensieri, lasciarlo andare come zavorra per sentirmi appieno un amante o semplicemente un uomo nel mio viaggio futuro…

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    1. Rifeclack scrive:

      Errata corrige per errore digitazione: Mao = Desidero

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