“Resistete tenacemente alle lusinghe di chi pensa di manipolarvi il cervello comprandovi con quattro soldi”(cit. don Tonino Bello)


Vorrei scrivere questo breve post perché in questi giorni ho letto e riletto quei documenti che la chiesa italiana ai suoi vari livelli negli ultimi anni ha pubblicato in materia di lavoro. E proprio in questi giorni Sua Santità Benedetto XVI ha scritto un interessante passaggio nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace dove appunto si legge Tra i diritti e i doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro. Ciò è dovuto al fatto che sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati, perché lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati. Il lavoro viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari. A tale proposito, ribadisco che la dignità dell’uomo, nonché le ragioni economiche, sociali e politiche, esigono che si continui « a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti ». In vista della realizzazione di questo ambizioso obiettivo è precondizione una rinnovata considerazione del lavoro, basata su principi etici e valori spirituali, che ne irrobustisca la concezione come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società. A un tale bene corrispondono un dovere e un diritto che esigono coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti.

Ho pensato a quanto siano vero ciò che dice Sua Santità, ma soprattutto dopo aver letto questo pensiero mi è ritornata alla memoria una lettera che tempo addietro don tonino bello scrisse proprio sul lavoro…

ho pensato… ho pensato che le parole di don tonino sono ancora vive…

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  1. Club del Libro - Bari scrive:

    Vedi, Davide, la capacità di ‘resistere alle lusinghe’ è sopratutto una questione di coerenza, di onestà intellettuale e di coraggio.
    Sono qualità rarissime, che personalmente non ho mai riscontrato in nessuna delle persone che fino a questo momento hanno incrociato il mio commino e la cosa mi rattrista profondamente.
    Per una volta vorrei conoscere un’anima pura, una persona retta, qualcuno che si faccia latore di un principio e lo persegua fino alla fine, anche (e sopratutto) a scapito del proprio interesse personale.
    Non dico che il restar fermo su un punto sia una cosa positiva: cambiare idea è anche sintomo di intelligenza, maturità ed elasticità mentale. Ma ci sono cose, princìpi, sui quali non si dovrebbe transigere, poiché facendolo e scendendo a patti con la propria coscienza, si corre il rischio di sporcare la propria immagine e deludere persone che fino a un attimo prima avevano avuto fiducia in noi, stima di noi.
    Il concetto espresso nel tuo post – come avrai capito – io tendo ad estenderlo a settori altri della vita, non solo a quello lavorativo. Ma, dopotutto, cos’è la vita se non il più faticoso dei mestieri?

    – Angela –

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