Alle volte basta poco per travolgere la vita di qualcuno… pensa un libro che può fare!!!


Dopo il post che ho scritto la settimana scorsa (Nel giorno di Natale…) avevo voglia di scrivere qualcosa sul loc-l che forse a molti non dirà nulla, ma si tratta dell’acronimo di Locus of control lavorativo, e penso che sia importante approfondirne i suoi interessanti aspetti, ma una donna meravigliosa mi ha regalato per natale un libro, Oceano mare di Alessandro Baricco e allora come non potevo perdermi nelle sue pagine… e questo per due ordini di ragioni la prima è che regalare un libro quasi sempre è come regalare una parte di se… e un po’ perché la curiosità ti frega… perciò eccomi qua perso in Oceano mare…  perso in un mare di parole… di emozioni… di vissuti… di risate… e di sogni… perso tra gli sguardi, tra i baci… tra i discorsi che si perdono tra la gestione del personale e la vita reale… perso tra le braccia di un libro che ti accoglie e ti fa sentir protetto… perso tra i suoi racconti, perso nei sorrisi… perché in fin dei conti leggere un libro è sempre una emozione difficile da spiegare… soprattutto quando un libro è un dono… e quando questo libro lo vivi… con chi te lo ha regalato…  Così stanotte mentre ero perso dentro la lettura ed il tempo inesorabilmente scorreva mi son imbattuto in un pensiero meraviglioso

Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così… io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito troppo tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspettano che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.

Non so a quanti ma a me ha fatto subito tornare alla mente una cosa che scrissi a maggio, proprio qui sul blog, sul concetto di desiderio (Perchè adoro la parola Desiderio…). Io son sempre andato dalla parte dei desideri… certe volte correndo troppo… altre volte sbagliando tutto… altre volte ancora facendo cose meravigliose… ma pur sempre insegunedo i miei desideri…. anche questo blog è nato da un desiderio… quello di condividere i miei pensieri… attraverso i post e questo è decisamente l’ultimo post del 2012 ed oggi ho scoperto che in quest’anno Das Humankapital è stato visto, cercato e trovato da tantissimi di voi… sparsi in ben 85 paesi nel mondo… e questo mi onora molto… grazie perché due anni fa non avrei mai pensato di esser qui…

Ecco vorrei concludere questo post riprendendo un argomento che in tutto quest’anno ho cercato di trattare nelle sue più svariate forme… e cioè l’Amore… lo faccio riprendendo un passo di Oceano mare…

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo –Tu sei matto. E per sempre lo amerà.

Forse fino a qualche tempo fa questo pensiero poteva essermi oscuro… ma oggi… devo ammettere che incontrare la persona a cui raccontare la propria vita… è forse la cosa più incredibile che possa capitare…

One Comment Add yours

  1. Adele scrive:

    Il tempo che si dedica a leggere dilata il tempo per vivere…è una delle cose più vere in assoluto. Il tuo augurio mi commuove, mi emoziona, e, al di là del desiderio che ci spinge e che ci fa amare la vita e quello che facciamo, mi ricorda che c’è sempre il punto fermo dell’amore, del bisogno di essere amati e di amare, di dare, di camminare accanto a qualcuno, di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, perchè l’amore è innanzitutto prendersi cura. Tu ti prendi cura di questo blog perchè è una parte di te, perchè in esso hai riversato con desiderio i tuoi sogni e le tue aspettative di vita…il mio augurio per te è di esplorare sempre di più “l’oceano mare” dei tuoi desideri avendo sempre con te il punto fisso dell’amore.
    Buon 2013 Dashumankapital. Buon 2013 Dav🙂

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