Lavoratori Extracomunitari


La Materia concernente i lavoratori extracomunitari è ritrovabile nel Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, il Decreto legislativo del 25 luglio del 1998 n. 286 (clicca qui);  nelle disposizioni in materia di integrazione sociale e diritti doveri degli stranieri, la Legge del 6 marzo 1998 n. 40 (clicca qui) e nel Regolamento di attuazione del testo unico DPR. 31 agosto 1999, n. 394 (clicca qui). Tra il 2002 e il 2004, esse son state integrate dalla Legge del 30 luglio 2002 n. 189 (clicca qui), e quindi il Regolamento di attuazione della legge 189, ritrovabile nel DPR n. 334 del 18 ottobre 2004 (clicca qui).

E’ utile ricordare che ai sensi dell’art. 40, comma 3, del Decreto Legge del 6 dicembre 2011 n. 201 (Legge 214/2011) recita:

“Allo scopo di facilitare l’impiego del lavoratore straniero nelle more di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, dopo il comma 9 dell’articolo 5 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e’ inserito il seguente comma:

“9-bis. In attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, anche ove non venga rispettato il termine di venti giorni di cui al precedente comma, il lavoratore straniero può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente l’attività lavorativa fino ad eventuale comunicazione dell’Autorità di pubblica sicurezza, da notificare anche al datore di lavoro, con l’indicazione dell’esistenza dei motivi ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.

L’attività di’ lavoro di cui sopra può svolgersi alle seguenti condizioni:
a) che la richiesta del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro sia stata effettuata dal lavoratore straniero all’atto della stipula del contratto di soggiorno, secondo le modalità previste nel regolamento d’attuazione, ovvero, nel caso di rinnovo, la richiesta sia stata presentata prima della scadenza del permesso, ai sensi del precedente comma 4, e dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999 n. 394, o entro sessanta giorni dalla scadenza dello stesso;
b) che sia stata rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso.”

Il comma citato è fondamentale perché chiarisce che il lavoratore straniero in attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente l’attività lavorativa.

E’ altresì importante menzionare la Legge del 4 aprile 2012 n. 35 che all’art. 17 recita:

“1. La comunicazione obbligatoria di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, assolve, a tutti gli effetti di legge, anche agli obblighi di comunicazione della stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato concluso direttamente tra le parti per l’assunzione di lavoratore in possesso di permesso di soggiorno, in corso di validità, che abiliti allo svolgimento di attività di lavoro subordinato di cui all’articolo 5-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

2. All’articolo 24 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. Qualora lo sportello unico per l’immigrazione, decorsi i venti giorni di cui al comma 2, non comunichi al datore di lavoro il proprio diniego, la richiesta si intende accolta, nel caso in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) la richiesta riguardi uno straniero già autorizzato l’anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente; b) il lavoratore stagionale nell’anno precedente sia stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno.». b) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente: «3-bis. Fermo restando il limite di nove mesi di cui al comma 3, l’autorizzazione al lavoro stagionale si intende prorogato e il permesso di soggiorno può essere rinnovato in caso di nuova opportunità di lavoro stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro.».

3. L’autorizzazione al lavoro stagionale (( di cui agli articoli 38 e 38-bis del regolamento di cui al )) decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, può essere concessa, nel rispetto dei limiti temporali minimi e massimi di cui all’articolo 24, comma 3, del testo unico, anche a piu’ datori di lavoro, oltre al primo, che impiegano lo stesso lavoratore straniero per periodi di lavoro successivi ed e’ rilasciata a ciascuno di essi, ancorché il lavoratore, a partire dal secondo rapporto di lavoro, si trovi legittimamente presente nel territorio nazionale in ragione dell’avvenuta instaurazione del primo rapporto di lavoro stagionale. In tale ipotesi, il lavoratore e’ esonerato dall’obbligo di rientro nello Stato di provenienza per il rilascio di ulteriore visto da parte dell’autorità consolare e il permesso di soggiorno per lavoro stagionale deve essere rinnovato, nel rispetto dei limiti temporali minimi e massimi di cui all’articolo 24, comma 3, del testo unico, fino alla scadenza del nuovo rapporto di lavoro stagionale.

4. Al comma 3 dell’articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, dopo l’ultimo periodo e’ aggiunto il seguente: «La richiesta di assunzione, per le annualità successive alla prima, può essere effettuata da un datore di lavoro anche diverso dal datore di lavoro che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.».

(( 4-bis. All’articolo 3, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, le parole: «, fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero» sono soppresse.

4-ter. All’articolo 2, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni, le parole: «, fatte salve le disposizioni del testo unico o del presente regolamento che prevedono l’esibizione o la produzione di specifici documenti» sono soppresse.

4-quater. Le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter acquistano efficacia a far data dal 1° gennaio 2013.

4-quinquies. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono individuate le modalità per l’acquisizione d’ufficio dei certificati del casellario giudiziale italiano, delle iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso sul territorio nazionale, dei dati anagrafici e di stato civile, delle certificazioni concernenti l’iscrizione nelle liste di collocamento del lavoratore licenziato, dimesso o invalido, di quelle necessarie per il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio nonché le misure idonee a garantire la celerità nell’acquisizione della documentazione. ))”

L’articolo è importante perché mira a semplificare la procedura amministrativa dei lavoratori extra UE.

Infine è utile ricordare che la Legge Fornero all’art.1, comma 32 paragrafo 4 recita “I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalità’ di cui all’articolo 72 sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno” e ancora sempre nella Legge Fornero all’art. 4, comma 30 si legge “All’articolo 22, comma 11, secondo periodo, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole: «per un periodo non inferiore a sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore. Decorso il termine di cui al secondo periodo, trovano applicazione i requisiti reddituali di cui all’articolo 29, comma 3, lettera b)».” Per rileggere la Legge Fornero clicca qui mentre per il vademecum clicca qui

Gli articoli son importanti perché il primo determinala il reddito necessario per il rilascio del permesso di soggiorno il secondo invece allunga i tempi fino ad un anno.

Risulta importate accennare alle procedure di assunzione dei lavoratori extracomunitari, per quanto concerne i lavoratori extracomunitari residenti in Italia, con la circolare del 28 novembre 2011 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito l’obbligo per i datori di lavoro di inviare entro le 24 ore antecedenti all’assunzione  il modello “Unificato Lav”  (obbligo espresso nell’art. 36-bis del Testo Unico sull’Immigrazione). Si ricorda che comunicazione va inviata anche in caso di  variazione e cessazione di un rapporto di lavoro. Clicca qui per leggere la circolare

Per quanto concerne invece i lavoratori extracomunitari non residenti in Italia, il datore di lavoro deve richiedere la domande di nulla osta al lavoro (che può esser nominativa o numerica) allo Sportello Unico per l’immigrazione della provincia di residenza, si ricordi che in Italia la materia in oggetto è prevista dal cosiddetto Decreto flussi. La procedura della domanda ha la sola modalità informatica e nella domanda il datore di lavoro deve inserire l’alloggio, la retribuzione e l’orario lavorativo che non può esser inferiore a 20 ore.

Una volta compilata la domanda è compito dello Sportello Unico convocare il datore di lavoro per la consegna del nullaosta la cui validità è di 6 mesi, inoltre è sempre cura dello sportello predisporre e inviarlo alla  rappresentanza diplomatico italiana all’estero, per il rilascio del visto d’ingresso. Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, il lavoratore extracomunitario insieme col datore di lavoro deve recarsi presso lo Sportello per adempiere alla firma del contratto e la conseguente richiesta di permesso. E’ obbligo del datore di lavoro trasmettere la comunicazione obbligatoria all’Inail, all’Inps e al Centro per l’impiego entro 48 ore, dell’assunzione del lavoratore.

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