Das Humankapital incontra il dott. Emiliano Maria Cappuccitti


Emiliano Maria Cappuccitti è il Direttore Risorse Umane di Birra Peroni (SABMiller), laureato in Economia e Commercio, il suo percorso lavorativo lo ha visto fin da subito rapportarsi con il mondo delle Human Resources varie infatti sono state le sue esperienze ad esempio in Fiat Auto dove è stato Hr manager per gli stabilimenti sia italiani che esteri, in particolare per gli stabilimenti Cinesi, esperienza che ha trasferito poi nel libro Gestione delle persone in Cina La diversità culturale: un’opportunità o una criticità?, edito da FrancoAngeli nel 2007, sempre per lo stesso editore nel 2006 insieme al dott. Ugo de Carolis cura il libro Il valore delle persone in azienda. Il modello Leasys: quando il miglioramento continuo delle persone produce innovazione. Dopo Fiat è stato Sales and Marketing Training Manager in Coca-Cola HBC e prima di entrare in Peroni è stato Responsabile HR Commerciale e  HR Manager in Vodafone Italia. Oggi è direttore risorse umane di Birra Peroni che impiega oltre 70.000 dipendenti in 60 Paesi. Birra Peroni è un’azienda che esiste sul territorio italiano da più di 160 anni con  una struttura industriale di tipo classico, figlia della riorganizzazione avvenuta nel dopoguerra:  tre stabilimenti ed una direzione centrale che racchiude le funzioni vendite, marketing, finance, risorse umane e corporate affairs. Le origini dell’azienda risalgono al 1846 quando, prima ancora dell’Unità d’Italia, Francesco Peroni inizia a produrre birra a Vigevano. Nel 1864 poi, intuendo che, con l’unificazione del Paese, Roma ne sarebbe diventata la capitale, Francesco trasferì l’attività su Roma. Qui – dopo vari cambi di sede – nel 1901 approdano a via Mantova (Porta Pia), dove sorgerà lo stabilimento di produzione della birra e del ghiaccio, di cui ancora oggi si possono ammirare la struttura architettonica, rimasta nella memoria dei romani. Dopo la Grande Guerra, la Birra Peroni inizia la propria espansione territoriale, con una serie di acquisizioni di realtà territoriali al nord e sud Italia. Il Gruppo consolida la propria dimensione dopo il secondo conflitto mondiale, con la costruzione di stabilimenti ultramoderni per l’epoca e l’impiego di una forza commerciale organizzata che comincia a farsi conoscere anche all’estero attraverso l’export. Negli anni ’80 poi, con l’acquisizione della Wührer, il Gruppo Birra Peroni arriva a contare ben undici stabilimenti di produzione in Italia ed oltre 3000 dipendenti. Venendo agli ultimi anni, nel 2003 Birra Peroni entra a far parte di SABMiller, il secondo gruppo birraio al mondo. SABMiller ha oltre 70mila dipendenti in 75 Paesi del mondo e produce oltre duecento marchi di birra, per un totale di circa 229 milioni di ettolitri di birra all’anno. In Italia la nostra capacità produttiva è di 5 milioni di ettolitri e produciamo brand fortemente territorializzati, come Peroni che continua ad essere la prima birra main stream nel nostro mercato, e brand internazionali, come Nastro Azzurro. La nostra mission, quindi, coincide con quella di SABMiller: produrre e sostenere brand locali che rappresentino la prima scelta del consumatore.

Davide de Palma: Che Significa lavorare nella Gestione del Personale?

Emiliano Maria Cappuccitti: Lavorare nell’ambito della Gestione del Personale significa per noi investire nelle persone e credere in qualcuno che realizzerà un obiettivo che ancora non conosce.

Davide de Palma:  Birra Peroni che politiche attua per valorizzare i lavoratori?

Emiliano Maria Cappuccitti: Poniamo un’attenzione particolare alla gestione efficace dei nostri talenti per assicurarci di attrarre, trattenere e sviluppare tutte quelle persone che presentano un elevato livello di motivazione, commitment e prestazione, e che rappresentano l’elemento di successo per il nostro futuro.

Davide de Palma:  L’iter di selezione di un candidato come è strutturato?

Emiliano Maria Cappuccitti: Il primo step consiste nella valutazione dei CV, successivamente si effettua uno screening per identificare i candidati che soddisfano i requisiti. Poi si intervistato i potenziali candidati e, coloro che superano questa fase, vengono valutati anche da una psicologa attraverso lo Psychometric Assesment. Alla fine si consolidano i feedback e si emette la decisione finale preparando, quindi, un’offerta formale.

Davide de Palma:  Quali strumenti adoperate per trovare l’uomo giusto al posto giusto?

Emiliano Maria Cappuccitti: Birra Peroni è un’azienda che segue le tendenze attuali pertanto si rivolge molto al mondo del Digital. Attualmente, per trovare la persona giusta, utilizziamo vari strumenti quali LinkedIn e il nostro sito istituzionale www.birraperoni.it, dove chiunque può caricare il proprio CV. Nel caso di ricerche di profili di alto livello, ci avvaliamo della consulenza di società specializzate e di Head Hunter.

Davide de Palma:  Secondo lei qual è la competenza fondamentale per un lavoratore quando si candida nella sua azienda?

Emiliano Maria Cappuccitti: Qualità, impegno e voglia di contribuire al successo individuale ed aziendale. I talenti sui quali puntiamo sono quelli che hanno la capacità di far accadere le cose.

Davide de Palma:  Cosa cercate in un candidato? 

Emiliano Maria Cappuccitti: Nelle persone che vogliono entrare a far parte di Birra Peroni ricerchiamo:

  • l’attitudine a vivere il cambiamento come fonte di opportunità;
  • la passione per il proprio lavoro;
  • una mentalità aperta e flessibile;
  • una forte motivazione alla crescita;
  • la capacità di assumere responsabilità sempre più ampie.

Davide de Palma:  Bene, ma una volta superata al fase di selezione cosa accade?

Emiliano Maria Cappuccitti: Una volta superata la selezione, il candidato viene introdotto all’interno della ns. realtà aziendale attraverso il processo di Induction, mediante il quale i “new comers” hanno l’opportunità di conoscere l’azienda Birra Peroni, la sua cultura (Mission, Vision, Values), la struttura organizzativa, i propri colleghi e le sfide del proprio ruolo

Davide de Palma:  Prevedete, fin da subito, ai piani di formazione?

Emiliano Maria Cappuccitti: Certo. Birra Peroni investe nelle proprie risorse offrendo Piani di Formazione che consentano al proprio dipendente di avere un continuo miglioramento delle performance, supportando così il business nel raggiungimento degli obiettivi aziendali

Davide de Palma:  Quindi esistono piani di carriera strutturati?

Emiliano Maria Cappuccitti: Certamente. Esiste un sistema di gestione dei talenti strutturato di cui fanno parte i piani di carriera individuali: si parte da una career development discussion che ciascuna persona effettua con il proprio manager, da cui scaturisce una raccomandazione di piano di carriera da parte del manager e un piano  di sviluppo individuale per persona a supporto del piano stesso. Tutti i piani di carriera confluiscono, poi, nei piani di successione aziendale che vengono discussi ed approvati a livello nazionale/aziendale e, per le persone più senior, a livello internazionale.

Davide de Palma:  Cos’è il talento per voi? Come lo riconoscete?

Emiliano Maria Cappuccitti: Il talento è rappresentato da quelle persone che generano valore contribuendo al successo di Birra Peroni, che supportano l’azienda nel perseguimento e nel raggiungimento dei propri obiettivi strategici, non solo mediante le conoscenze e le competenze apportate, ma anche e soprattutto perché “sanno come far accadere le cose” all’interno dell’organizzazione. In Birra Peroni esiste un processo chiamato “Talent Acquisition” attraverso il quale si cercano, selezionano, assumono e integrano i talenti, sia interni che esterni all’organizzazione, attivandosi per far sì che abbiano un rapido e duraturo impatto sulle performance.

Davide de Palma:  Quali sono le politiche di gestione del personale che attuate per trattenere i talenti?

Emiliano Maria Cappuccitti: Birra Peroni crede nella valorizzazione dei propri talenti e, anche attraverso di essi, nella cura della propria immagine e del proprio nome all’esterno, per attrarre sempre nuovi talenti. Per questo la gestione del talento è parte fondamentale del nostro HR Way.

Davide de Palma:  Che tipo di politiche incentivanti avete?

Emiliano Maria Cappuccitti: I nostri manager, oltre alla parte fissa della retribuzione, sono incentivati per obiettivi, differenti a seconda della seniority. Possono essere previsti STI (Short Term Incentive), legati agli obiettivi aziendali ed individuali del manager, e LTI (Long Term Incentive), come ad esempio stock options, riservati al Top Management. Anche la forza vendita è retribuita con un mix fisso/variabile, legando quest’ultimo agli obiettivi di vendita. L’incremento della retribuzione fissa è poi legato alle performance conseguite negli anni, alle responsabilità assegnate, al peso organizzativo del ruolo integrando anche il benchmark di mercato.

Davide de Palma:  Crede che oggi le aziende debbano dotarsi di strumenti che siano una sorta di bilancio del capitale umano?

Emiliano Maria Cappuccitti: Sì. Per noi il primo asset sono le nostre persone. Sono uno dei nostri primi valori.  È solo grazie a loro che si può fare la differenza: persone convinte dell’importanza di lavorare per questa azienda, preparate al meglio per affrontare ogni sfida del mercato e a coglierne le opportunità. Queste sono le nostre persone, quelle che formiamo e sulle quali puntiamo per essere ancora parte di Birra Peroni tra altrettanti anni. Il nostro motto a livello internazionale è “insieme possiamo fare la differenza”!

Davide de Palma:  Il filosofo Gianni Vattimo con una efficace battuta sul suo pensiero dice “ Il pensiero debole è il pensiero dei deboli”. Crede che oggi occuparsi della gestione del capitale umano non sia occuparsi proprio dei deboli?

Emiliano Maria Cappuccitti: Per Gianni Vattimo il pensiero debole è impegno per l’emancipazione e per la riduzione della violenza e perentorietà dell’oggettività: delle leggi, delle istituzioni, dell’autorità sociale. Birra Peroni si impegna a dare valore ai propri lavoratori, persone che rappresentano il migliore investimento della nostra azienda.

Davide de Palma:  Das Humankapital nasce dall’idea di valorizzare le donne e gli uomini che vivono le imprese, crede sia importante incamminarsi verso un nuovo umanesimo del lavoro?

Emiliano Maria Cappuccitti: Certo. Il nostro credo di fondo è che solo ampliando l’esperienza delle persone e del gruppo è possibile incrementare il valore dei brand e del business. In tal senso il successo è fortemente legato alle persone che rappresentano il vero vantaggio competitivo rispetto ai competitors. In tale ottica è fondamentale la creazione di una cultura all’insegna della comunicazione e della collaborazione, creando gruppi di persone motivate e competenti, capaci di lavorare ad ogni livello, trasversalmente e in diversi Paesi.

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