Stress lavoro-correlato


“Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza
e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti
benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme”
(Accordo Europeo sullo stress sul lavoro, 8 ottobre 2004)

 

Il concetto di Stress lavoro-correlato è entrato in Italia grazie al Decreto Legislativo 81/2008, che recepiva l’accordo dell’8 ottobre del 2004 (Leggi qui). Infatti  l’art. 28 recita:

“1. La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a fare data dal 1° agosto 2010.

2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53, su supporto informatico e deve essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato, e contenere:

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione;

b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);

c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto.3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.”

E’ bene ricordare che il Decreto Legislativo all’art.2 introduce una serie di specificazioni in particolare chiarifica il concetto di salute dicendo che è lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità;(art.2, comma O) e nello specificare il concetto di prevenzione dice che è il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno (art.2, comma ).  Di seguito si inserisce la documentazione che si ritiene più utile:

Cliccando qui puoi scaricare il manuale ad uso delle aziende in attuazione del D.Lgs. 81/08 – “Valutazione e gestione dei rischio da stress Lavoro-Correlato realizzato dal Dipartimento Medicina del Lavoro dell’INAIL, del 2011.

Cliccando qui puoi scaricare il manuale predisposto dall’Ispesl, oggi Dipartimento Medicina del Lavoro dell’INAIL, nel marzo 2010 dal titolo La valutazione dello stress lavoro-correlato proposta metodologica.

Cliccando qui puoi scaricare la risposta all’istanza di interpello avanzata dalla Federazione Italiana Metalmeccanici. Interpello n.5/2013 della Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avente ad oggetto: “art.12 D.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni- risposta al quesito relativo alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato, disciplinato dall’art. 28 comma 1 e comma 1-bis del D.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.

L’interpello è di estrema importanza perché chiarifica che “La valutazione dello stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione del rischio e, pertanto, ad essa si applica integralmente la pertinente disciplina.” Inoltre in maniera definitiva chiarisce che “In particolare, l’art.17 del D.lgs. n. 81/2008 individua la valutazione dei rischi tra gli adempimenti non delegabili da parte del datore di lavoro, anche qualora il datore di lavoro decida di avvalersi di soggetti in possesso di specifiche competenze in materia”.

Cliccando qui puoi scaricare il Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013, con cui sono stati recepiti i criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro individuati dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’art.6, comma 8,  lett. m-bis) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81.

Cliccando qui puoi scaricare la risposta all’istanza di interpello avanzata dall’Ordine degli Psicologi. Interpello n.5/2012 della Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avente ad oggetto:  “art.12 D.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni- risposta al quesito relativo alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato, disciplinato dall’art. 28 comma 1 e comma 1-bis del D.lgs. n. 81/2008 e dalle indicazioni metodologiche deliberate in data 17 novembre 2010 dalla Commissione Consultiva Permanete per la salute e la sicurezza del lavoro”.

L’interpello chiarifica che “l’obbligo del datore di lavoro è quello di adottare misure di correzione, allo scopo di eliminare o se ciò è impossibile ridurre al minimo il rischio da stress lavoro-correlato, mentre non è fatto obbligo al datore di lavoro utilizzare strumenti propri della valutazione c.d. “approfondita” al fine di meglio identificare le misure di correzione.”

Cliccando qui puoi scaricare il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 con cui sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo. Il documento individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, di cui all’art. 29, comma 5, del D.lgs. n.81/2008, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Cliccando qui puoi scaricare la Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito alla Circolare del Direttore Generale della tutela delle condizioni di lavoro del 18 novembre 2010 inerente alla valutazione dello stress lavoro correlato

 Cliccando qui puoi scaricare la Lettera Circolare della Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del 18 novembre del 2010 avente ad oggetto “indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato”.

Per maggiori approfondimenti si consiglia il sito che l’Inail ha predisposto proprio sullo stress lavoro-correlato, clicca qui

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