Bari, 13 Novembre 2012 ore 15


Martedì 13 novembre ore 15 presso la Sala delle Lauree “G. Contento” (Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari) sarà presentato il libro Il lavoro perduto e ritrovato.

Intervengono: il prof. Corrado Petrocelli, (rettore Università degli Studi di Bari); il prof. Nicola Costantino, (rettore Politecnico di Bari); il prof. Giancarlo Tanucci, (Professore ordinario di Psicologia del Lavoro – Università di Bari);  il prof. Tommaso Germano, (Professore associato di Diritto della Previdenza sociale – Università di Bari); la dott.ssa Amelia Manuti, (Ricercatore di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni – Università di Bari); Introduce e modera: il prof. Gaetano Veneto, (Professore ordinario di Diritto del Lavoro  – Università di Bari); Conclude:  Gianni Vattimo, (filosofo, Professore emerito di filosofia teoretica – Università di Torino).
Il lavoro peduto e ritrovato è curato del prof. Gianni Vattimo, dal dott. Pasquale Davide de Palma e dal dott. Giuseppe Iannantuono all’interno scritti di Alain Ehrenberg, Alessandro Casiccia, Riccardo Del Punta, Gaetano Veneto, Maurizio Zipponi, Diego Fusaro, Gianfranco Dioguardi, Alessandro Cravera, Franco Debenedetti, Gianfranco Rebora, Amelia Manuti, Maurizio Agnesa, Luca Valerii, Vincenzo Spaltro pubblicato per l’editore Mimesis…  è una riflessione interdisciplinare sulle tematiche del lavoro. Il tema della qualità umana del lavoro è posto al centro della narrazione, infatti nell’era del Post-global la vera ricchezza di un’azienda è il suo capitale umano, che merita di essere valorizzato sia attraverso lo sviluppo delle capacità e competenze di ciascuno, sia promuovendo un miglioramento complessivo della qualità della vita di tutti coloro che sono coinvolti nella vita dell’azienda.

3 Comments Add yours

  1. Ironique scrive:

    SEI UN FIGO

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    1. dadepalma scrive:

      ahahhahaha gee ti adoro😉

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  2. Da quando ho coscienza delle cose (i maligni diranno quindi da poco, i benigni ma non troppo invece quindi dall’altro secolo) il mondo e l’evoluzione del lavoro è stata sempre un argomento di discussione accesa. Il lavoro ha impermeato la nostra società o la società ha impermeato il lavoro di essa? Sembra la domanda della nascita dell’uovo o della gallina ma in realtà negli anni la simbiosi ha in qualche modo cambiato regole, ha lasciato i ruoli fissi e ha creato ruoli mobili…se vogliamo scherzarci amaramente sopra possiamo dire che ha creato “progetti” per la modifica del concetto del lavoro e dei diritti dei lavoratori. A volte li ha ampliati rendendo una Speranza sulla possibilità di chiedere aspetti che prima erano visti come concessioni e non diritti dei lavoranti. Altre volte le riforme, la barbarie politica, il menefreghismo della stanza dei bottoni, errate interpretazioni di ruoli e visbilità hanno tolto diritti che erano stati dati come sacrosanti da lotte delle genrazioni passate. E comunque la si veda il lavoro ha sempre determinato logiche o ha modificato logiche delle persone. E dirlo oggi che il lavoro perduto è più del lavoro ritrovato forse è arduo e allo stesso tempo progressista perchè il lavoro ha dato e darà il volano per superare le crisi che stiamo vivendo. Il plurare di crisi è volontariamente utilizzato perchè le crisi da fronteggiare non sono solo quelle economiche che secondo me sono frutto di crisi più radicate, più nascoste e più insidiose da stanare. Le crisi dei valori e delle politiche sono un insieme aggregato di scelte o di sfacciataggini avute come stratificazioni nel tempo. Sono le scelte di non fare politiche, intese semplicemente dall’etimologia stessa della parola politica (governare, amministrare la città, il Paese, il territorio e la popolazione). La differenza tra politiche e politici è una sola e si chiama tempo. Col tempo le politiche pensate e ragionate si avviano, si attuano, si correggono e sviluppano così uno status di equilibri e di diritti/doveri che tutte le parti in campo devono avere. Questo non è concesso invece ai politici che non attuano amministrazione ma attuano risposte estemporanee all’umore dell’elettorato o di eventuale nuovo elettorato. Ciò porta a scelte errate perchè non fatte con il medio e lungo termine ma sviluppate come panacea momentanea ad un problema che si evolve e si muove ormai in modo globalizzato. La farfalla e il suo sbattere di ali che può creare un uragano dall’altra parte del mondo è un concetto cinese visionario molto esplicativo su ciò che voglio esprimere. Il lavoro stesso ha le peculiarità di un organismo vivente perchè interagisce e si permea sulla società che lo adotta. Il sistema lavoro fatto di tessuto vitale ha solo un nemico secondo me: la mancata visione generale degli aspetti che lo compongono. E questo libro di autorevoli studiosi e di prestigiosi autori ha questo intento. Nasce dalle intelligenze di chi si applica a risolvere, cerca di capire e rivoluzionare e/o sorpassare visioni, concetti ed errori su questo straordinario campo.

    In bocca al lupo per la presentazione e complimenti ancora per l’impegno e la costanza nel tempo! Non è da tutti e non è semplice renderla realtà!!

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